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salvini-fedriga Il neo governatore leghista Massimiliano Fedriga, fin dai primi giorni dopo l'insediamento si era schierato contro l'accoglienza diffusa dei profughi, sostenendo che va incentivato il rientro volontario a casa degli extracomunitari

Lo aveva annunciato e ha cominciato, puntualmente, a metterlo in pratica. Il neo governatore leghista del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga (nella foto con Matteo Salvini), fin dai primi giorni dopo l’insediamento si era schierato contro l’accoglienza diffusa dei profughi, sostenendo che va incentivato il rientro volontario a casa degli extracomunitari. Così la giunta regionale ha sfornato una delibera che taglia di oltre un milione di euro la spesa sul fronte dell’accoglienza, e destina una somma di 50mila euro per il rientro assistito in patria.

Si tratta del primo provvedimento della giunta Fedriga su questa materia, che va in senso contrario rispetto alla linea del suo predecessore, Debora Serracchiani, in merito al programma dell’immigrazione. È stato l’assessore alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, a proporre la cancellazione di una serie di interventi destinati a servizi territoriali, accoglienza, inserimento abitativo, istruzione, educazione, intercultura e formazione professionale. In totale la somma è di un milione 153 mila euro. La spiegazione è stata data da Roberti, che ha voluto marcare il cambio di rotta: “Abbiamo ritoccato un piano immigrazione che ci siamo ritrovati e che prevedeva lo stanziamento di risorse per oltre 8 milioni di euro. Riteniamo che, in linea con quanto espresso dal governatore nelle dichiarazioni programmatiche, bisogna cominciare a tagliare queste spese per ridistribuire opportunamente risorse ai cittadini“.

A parafrasare Luca Zaia, governatore del Veneto e collega di Fedriga, verrebbe da dire “Prima i friulani”. Infatti, Roberti ha annunciato che si tratta solo di un primo taglio.Risparmieremo oltre un milione di euro in due anni, 600mila già nel 2018. È solo il primo passo della rivisitazione che intendiamo apportare a un sistema di accoglienza diffusa che noi vediamo in maniera completamente diversa”. Infatti, il secondo provvedimento è eloquente: “L’unico capitolo in aumento è quello sul rientro volontario assistito che abbiamo trovato a zero. Questi fondi sono destinati ai Comuni a favore delle persone che vogliono rientrare nei rispettivi Paesi di provenienza, ma non hanno le risorse per farlo”.

L’opposizione sta già scaldando i motori della contestazione. “La giunta leghista è confusa. Riesce a dichiarare che toglie risorse dall’accoglienza diffusa dei richiedenti asilo, quando nel Piano annuale queste risorse non ci sono. Dimostrano – commenta la consigliera regionale del Pd Chiara Da Giau – la totale non conoscenza dei fatti e delle competenze della Regione”. Secondo l’esponente del Pd, in attesa di conoscere il testo della delibera, “la giunta vende fumo, anche i cittadini, perché l’accoglienza diffusa è attività gestita e finanziata dal Governo attraverso le Prefetture”. Inoltre il Piano annuale dell’immigrazione, che aveva parere favorevole trasversale in Commissione consiliare alla fine della precedente legislatura, comprende iniziative per “gli stranieri che hanno già ottenuto protezione e hanno permesso di soggiorno: le convenzioni per poter far lavorare queste persone, la loro formazione professionale e impedire che finiscano nei giri di sfruttamento e delinquenza”. Conclusione della consigliera Pd: “È triste che la stessa competenza regionale sull’immigrazione sia passata sotto la delega alla Sicurezza, togliendola da quella solidarietà che restituiva molto di più l’immagine di una Regione avanzata dal punto di vista umano, culturale e sociale”.

FONTE: www.ilfattoquotidiano.it - 16 Giugno 2018


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fedriga-massimiliano Definire il pacchetto completo delle deleghe (con le relative Direzioni generali). Trovare le tre donne (minimo) da inserire in giunta e, in secondo luogo, accontentare le esigenze del territorio. Massimiliano Fedriga e i partiti a suo sostegno cercano la quadratura del cerchio per completare l’assetto di governo regionale

UDINE. Definire il pacchetto completo delle deleghe (con le relative Direzioni generali). Trovare le tre donne (minimo) da inserire in giunta e, in secondo luogo, accontentare le esigenze del territorio. Massimiliano Fedriga e i partiti a suo sostegno cercano la quadratura del cerchio per completare l’assetto di governo regionale che nelle intenzioni del neo presidente dovrebbe essere presentato qualche giorno prima della seduta inaugurale del nuovo Consiglio, in programma teoricamente martedì 22 maggio.

Ieri pomeriggio, attorno al tavolo presieduto da Fedriga, si sono ritrovati Riccardo Riccardi – vicepresidente in pectore e rappresentante di Forza Italia –, Barbara Zilli per la Lega, Sergio Bini, Marco Pottino ed Emanuele Zanon per ProgettoFvg, Luca Ciriani e Fabio Scoccimarro per Fratelli d’Italia oltre a Giulia Manzan e Giorgio Ret in quota Autonomia responsabile. Una riunione – definita da molti come interlocutoria – servita essenzialmente per raccogliere le idee, o meglio i desiderata, dei partiti sulla composizione delle deleghe. C’è chi, ad esempio, vorrebbe affiancare le attività produttive al turismo e chi, invece, punta a mantenere il collegamento “classico” di quest’ultima materia con la cultura.

Fedriga ha preso nota e, probabilmente, entro la prossima settimana, deciderà come impostare tecnicamente il proprio esecutivo. Sarà a quel punto che si entrerà nel vivo delle discussioni – per quanto già intavolate da tempo – sulla composizione della giunta. Il nocciolo principale, come accennato, riguarda le tre donne obbligatorie per legge. Una, salvo sorprese, sarà la leghista Zilli mentre la seconda dovrebbe arrivare dal “cilindro” di Forza Italia pescando probabilmente dal Pordenonese – ma non sarà Mara Piccin – la prescelta. Ne resta da trovare una terza che potrebbe andare in quota Lega e, forse, arrivare sempre dalla Destra Tagliamento.

A proposito di Pordenone, poi, spera in una possibile chiamata in giunta anche il segretario provinciale del Carroccio (partito cui dovrebbero spettare cinque assessori) Stefano Zannier così come, ma qui passiamo in casa di Fratelli d’Italia, Alessandro Ciriani preme per una “chiamata” di Alessandro Basso per quanto quest’ultimo, alla fine, potrebbe accontentarsi di una presidenza di Commissione.

Anche perché, e non è un particolare banale, lo slot dei meloniani dovrebbe essere occupato da Fabio Scoccimarro (probabilmente con la deleghe allo Sport e forse alla Cultura), triestino al pari del leghista Pierpaolo Roberti, fedelissimo di Fedriga fin dai tempi dalla scuola, mentre per l’Isontino si fa il nome dell’ex sindaco del Carroccio di Fogliano Antonio Calligaris..

Un assessorato, quindi, andrà a ProgettoFvg e, in questo caso, in pole position c’è il leader della civica Sergio Bini che non avrebbe problemi a dimettersi – facendo in questo modo entrare in Consiglio l’ex presidente dell’Associazione Udinese club Edy Morandini – e punta, decisamente, a ottenere le Attività Produttive. Salvo capovolgimenti, quindi, l’ultimo posto in esecutivo dovrebbe essere assegnato in quota Autonomia responsabile, ma nel movimento di Renzo Tondo sono in tanti, numericamente troppi, a sperarci.

Il primo da “premiare” sarebbe Giuseppe Sibau, ma pare avere le porte sbarrate vista la volontà di non dimettersi da consigliere. Logica e politica vorrebbero, quindi, che il posto andasse a uno tra Paride Cargnelutti e Alessandro Colautti – che tra l’altro stanno facendo pesare l’apporto da “raccoglitori d’acqua” garantito al movimento che ha eletto un solo consigliere –, ma sottotraccia lavora anche Valter Santarossa e più di qualcuno sostiene che, alla fine, Tondo, specialmente se la conditio sine qua non per ottenere un assessore dovesse essere quella di riempire un posto in quota femminile, potrebbe “lanciare” la segretaria Manzan.

Tutte variabili, queste, da tenere in considerazione assieme ad un’altra. Perché se davvero il Paese venisse chiamato nuovamente alle urne in estate, all’elenco dei papabili si potrebbero aggiungere altri volti visto che il 4 marzo ha cambiato i rapporti di forza (e le strategie) a destra e più di qualcuno sarebbe destinato a perdere il seggio appena conquistato.

FONTE: MessaggeroVeneto - 08 maggio 2018


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Fedriga proclamato presidente del Fvg: Fedriga proclamato presidente del Fvg: “Entro due settimane presenterò la nuova giunta”


Il conferimento ufficiale al neo governatore è stato formalizzato giovedì 3 aprile. Pronta la lettera di dimissioni da deputato.



La proclamazione di Massimiliano Fedriga a presidente del Fvg L'Ufficio centrale regionale ha proclamato Massimiliano Fedriga 14° presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. «Tra oggi e domani deciderò la data della prima seduta del Consiglio regionale e, sebbene non ci sia obbligo di legge, vorrei arrivare alla prima seduta d'Aula con l'assetto della Giunta pronto: entro quindici giorni il Friuli Venezia Giulia potrà avere l'esecutivo regionale così da essere operativi e iniziare a lavorare subito» ha detto (Video di Andrea Lasorte) L'articolo

TRIESTE. L'Ufficio centrale regionale ha proclamato Massimiliano Fedriga eletto alla carica di presidente della Regione Friuli Venezia Giulia.

«Dopo questa firma mando le dimissioni a Roma, la lettera è già pronta», ha detto Fedriga siglando l’attestato di avvenuta proclamazione a presidente del Fvg, nel Palazzo della Regione.

Alle elezioni politiche dello scorso 4 marzo Fedriga è stato rieletto deputato alla Camera con la Lega, incarico al quale ha confermato di rinunciare per governare la Regione.


Elena Fedriga, ecco chi è la moglie del nuovo presidente del FVG Trentottenne originaria del pordenonese, triestina d'adozione, referente regionale del Fondo ambiente italiano e mamma di due bimbi, da lunedì 30 aprile Elena è anche la "first lady" del Friuli Venezia Giulia. Anche se non ama questa definizione. Elena Fedriga è una persona riservata:«Non mi piace apparire, sono un po' in imbarazzo: preferisco stare dietro le quinte»

Si tratta del quattordicesimo politico a ricoprire la carica di presidente del Friuli Venezia Giulia.

«Tra oggi e domani ha aggiunto il neo governatore - deciderò la data della prima seduta del Consiglio regionale e, sebbene non ci sia obbligo di legge, vorrei arrivare alla prima seduta d’Aula con l’assetto della Giunta pronto.

Entro quindici giorni il Friuli Venezia Giulia potrà avere l’esecutivo regionale così da essere operativi e iniziare a lavorare subito».

FONTE: MessaggeroVeneto - 03 Maggio 2018


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avvovato-maddalena-spagnolo.jpg Avvocati indagati per infedele patrocinio: la Cassazione ha depositato le motivazioni del rigetto del ricorso della Procura

Niente più che «una sollecitazione a non rispondere alle domande dell’organo dell’accusa». E quindi, «a tenere una condotta processuale perfettamente in linea con il diritto di difesa, che vede nell’esercizio della facoltà di non rispondere un’espressione del principio del “nemo teneur se detegere”, insuscettibile di per sè di recare un qualunque danno, economico e processuale, alla patrocinata». Ecco perché, per i giudici della Corte di Cassazione, gli avvocati Pier Aurelio Cicuttini e Maddalena Spagnolo non hanno concorso a determinare alcun nocumento agli interessi della cliente del primo, nè dei figli minorenni avuti con l’uomo assistito dalla collega.

Le motivazioni della sentenza con cui, il 31 gennaio, la VI sezione penale ha rigettato il ricorso proposto dalla Procura di Udine contro la decisione del tribunale del riesame di annullare le perquisizioni e i sequestri eseguiti il 23 giugno 2017 negli studi e nelle abitazioni dei due professionisti, sono state depositate il 30 marzo. «Esclusa la materialità del reato in contestazione», recita il verdetto. Ossia, l’ipotesi del concorso in infedele patrocinio, per avere concordato di far avvalere della facoltà di non rispondere in un interrogatorio la donna che Cicuttini difende, in un procedimento in cui è accusata del favoreggiamento del marito, che è assistito da Spagnolo e che in precedenza era stato allontanato da casa per maltrattamenti su coniuge e figli. Nelle intercettazioni telefoniche, aveva detto alla moglie di averla chiamata su indicazione dei difensori, per spiegarle nella loro lingua che non avrebbe dovuto rispondere alle domande degli inquirenti.

Sebbene le modalità con cui il difensore della donna siano indubbiamente “anomale” e censurabili, laddove per le comunicazioni con l’assistita sembrerebbe essere stato utilizzato, quale interprete, l’indagato di un reato in cui lei era persona offesa – scrive la Cassazione –, nondimeno le indicazioni sul comportamento nell’interrogatorio non possono stimarsi contrarie ai “doveri professionali”, risultando anzi coerenti.

Ed è la stessa Maddalena Spagnolo - che nel procedimento è difesa dall’avvocato Enrico Bulfone e dal professor Tullio Padovani - ad auspicare ora «l’immediata archiviazione del fascicolo», giudicando l’azione della Procura «soprattutto un concreto pregiudizio all’indipendenza del difensore e al principio dell’inviolabilità della difesa». «Nonostante il tribunale di Udine ne avesse da subito smantellato il castello accusatorio – rileva –, ha voluto proporre ricorso, trovando nella Cassazione una chiara conferma dell’assenza di reato». Augurandosi a sua volta «che questo grande dispiacere finisca presto», Cicuttini ha annunciato l’intenzione di «valutare con i legali (avvocati Nicoletta Menosso e Raffaele Conte, ndr) eventuali azioni risarcitorie

Nessun commento dalla Procura, dove le motivazioni non sono ancora arrivate. "Le leggeremo con attenzione – si è limitato a dire il capo Antonio De Nicolo –, perchè dalla Cassazione c’è sempre da imparare, e poi assumeremo le determinazioni conseguenti nel relativo procedimento penale.

FONTE: MessaggeroVeneto - 07 Aprile 2018


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maddalena spagnolo segretaria Lega Latisana Sanità, #Spagnolo: “Il punto nascita ed il reparto materno infantile di #Latisana devono essere riaperti “Il contentino che Bolzonello-Serracchiani hanno recentemente dato a Latisana con il Pronto soccorso pediatrico H24 con posti letto dedicati per osservazione pazienti in età pediatrica è la misura minima per assicurare un minimo di sicurezza al territorio, che per due anni è stato abbandonato costringendo i bambini e le loro famiglie a spostamenti, nemmeno organizzati e spesso impossibili per traffico ed incidenti in autostrada, a Palmanova. Nonostante i pediatri siano stati reperiti, ancora non è stato riaperto il punto nascita ed il nuovo reparto Materno infantile, in grado di dare risposte al territorio, assicurare la continuità assistenziale dei bambini ed evitare inspiegabili spostamenti a Palmanova. La riforma sanitaria della giunta Serracchiani-Bolzonello è stata bocciata a tutti i livelli, dalla Corte dei Conti ai territori.

Dal 17 marzo 2016 è stato sospeso il punto nascita dell’Ospedale di Latisana, nonostante sia dotato di nuove sale parto accreditate per 1.000 parti/anno, integrate con le sale operatorie per le urgenze ostetriche, e nonostante sia stato realizzato il nuovo reparto Materno Infantile e l’Ospedale di Latisana serva un territorio vasto e popoloso, soprattutto in periodo estivo, servendo il territorio di Lignano e Bibione. Dal marzo 2016 l’ospedale di Latisana è stato dotato solamente di un ambulatorio pediatrico aperto fino alle 20, costringendo i bambini che vi si recavano dopo tale orario o necessitavano anche solo di osservazione, oltre che di ricovero, a spostarsi inspiegabilmente a Palmanova.

Con la conferenza stampa del 1 marzo, a quattro giorni dalle elezioni, Bolzonello ha dato il “contentino”, pur assicurato dalla Telesca sin dal 2016 ma sino al 5 marzo mai onorato di avere un pediatra nelle 24 ore e la possibilità di tenere in osservazione i bambini, quindi per massimo 48 ore, mentre i ricoveri, così come i casi urgenti con ospedalizzazione, saranno ancora effettuati a Palmanova. Il nuovo direttore sanitario ha assicurato che il reparto materno infantile e le sale parto sono ancora integre, così da permettere alla nuova amministrazione regionale che verrà eletta il 29 aprile di porre finalmente rimedio ai gravissimi errori commessi dalla giunta Serracchiani-Bolzonello e di dare le giuste risposte ad un territorio che ha subito decisamente troppo con questo governo regionale.”

Maddalena Spagnolo, Capogruppo Lega e Segretario Sezione Latisana-Candidata Elezioni Regionali Circoscrizione di Udine

FONTE; Segretaria Lega Latisana Maddalena Spagnolo - facebook


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Social vietati ai dipendenti comunali - da Valvasev

social-vietati ai dipendenti comunali La giunta comunale approva un regolamento: bon ton da rispettare anche se usati a titolo personale

LATISANA. Un comportamento rispettoso delle regole e del senso civico, sia che si stia usando il proprio profilo social personale, sia che lo si stia facendo per fini istituzionali.

Lo dice il nuovo regolamento sull’uso di internet approvato dalla giunta comunale la scorsa settimana dove «fermo restando il diritto della persona alla libertà di espressione», l’ente fornisce alcune regole comportamentali, «al fine di tutelare tanto la propria immagine, quanto i propri collaboratori, oltre che gli stessi utenti utilizzatori dei social media».

Con una precisazione su tutte «è vietata la partecipazione ai social media durante l’orario di lavoro.

E le regole - ha deliberato la giunta - devono essere osservate dal personale, sia che utilizzi dispositivi messi a disposizione dal Comune, sia che utilizzi propri dispositivi, sia che partecipi ai social media a titolo personale, sia che lo faccia per finalità professionali, come dipendente dell’ente.

In generale l’invito è quello di utilizzare i social sempre con il rispetto e il senso civico che si ha in un confronto faccia a faccia, dove può esserci una critica o una contrapposizione, ma si discute con rispetto delle idee altrui e delle istituzioni – è la raccomandazione che il sindaco di Latisana, Daniele Galizio invia a tutta la comunità – ma è ancora più importante quando si è un dipendente pubblico e si rappresenta un’istituzione. Non ci si può sentire liberi di scrivere qualsiasi cosa solo perché si è davanti a una tastiera.

Quanto al regolamento appena votato, il documento vieta la diffusione delle cosiddette “catena di Sant'Antonio” o di tipologia simile anche se il contenuto sembra meritevole di attenzione, «in particolare – precisa il regolamento – gli appelli di solidarietà e i messaggi che informano dell’esistenza di nuovi virus. In generale è vietato l’invio di messaggi pubblicitari di prodotti di qualsiasi tipo

Come per i social network è assolutamente vietata la partecipazione a forum non professionali, l’utilizzo di chat line, di bacheche elettroniche e le registrazioni in guest book anche utilizzando pseudonimi (o nickname). «Le presenti linee guida – scrive il Comune che nelle disposizioni approvate dalla giunta norma anche l'utilizzo di internet dalle postazioni di lavoro – intendono fornire ai dipendenti e collaboratori del Comune di Latisana le indicazioni per una corretta e adeguata gestione delle informazioni personali, in particolare attraverso l’uso di sistemi, applicazioni e strumenti informatici dell’ente, intesi come Pc, notebook, risorse, e-mail ed altri strumenti con relativi software e applicativi.
Nelle pagine del regolamento viene anche precisato che non sono installati o configurati sui sistemi informatici in uso agli utenti apparati hardware o strumenti software aventi come scopo il controllo a distanza dell’attività dei lavoratori.

FONTE: MessaggeroVeneto - 14 Giugno 2018


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Pubblicato il 15/06/2018 @ 01:05  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Migranti al lavoro nei parchi pubblici - da Valvasev

migranti-al-lavoro Latisana: avviato il progetto dell’amministrazione e della Coop Nemesi
Da qualche giorno sono al lavoro per ripulire dalle immondizie gettate a terra i parchi pubblici di Latisana e per aggiustate la staccionata in legno che delimita il Parco Gasperi e la passeggiata sull’argine, fino all’abitato di Latisanotta.

Sono i richiedenti asilo ospiti da un paio di mesi di una struttura privata di via Marconi a Latisana, nell’ambito del progetto di accoglienza dei migranti che nella Bassa Friulana è gestito dalla cooperativa Nemesi, con la quale il Comune di Latisana ha avviato una collaborazione per arrivare a trovare un impegno per i richiedenti asilo.

La maggior parte dei migranti accolti in modalità Cas (centri di accoglienza straordinari), in un B&B di Latisana, (in tutto sono 19), ha accettato la proposta della cooperativa di prestare servizio gratuito per lavori di pubblica utilità e sono attualmente impegnati in attività di volontariato a favore del territorio alternandosi, sulla base a un calendario, nella manutenzione del lungo argine del Tagliamento, occupandosi della sistemazione della staccionata in alcuni punti danneggiata da usura e vandalismi, dello svuotamento dei cestini delle immondizie nei giardini pubblici dietro al teatro Odeon e nel Parco Gaspari.

Un accordo quello raggiunto dall’amministrazione comunale di Latisana e Gilberto Turra, presidente della cooperativa Nemesi che gestisce a Latisana e nel territorio della Bassa Friulana l’attività di accoglienza come associata del Consorzio Il Mosaico, frutto di un’azione di dialogo e collaborazione – come commenta il sindaco Daniele Galizio - «riteniamo che sia importante impegnare questi giovani uomini principalmente per due ordini di motivi, da un lato è un segnale di apprezzamento dell’ospitalità offerta, una forma di reciproco scambio tra la comunità che accoglie e i soggetti insediati nel territorio. E dall’altro è un modo per dare dignità alle persone attraverso il lavoro, un valore per noi molto importante, sancito anche dalla Costituzione. E aggiungo che l’occupazione è un deterrente, non solo all’isolamento, ma anche alla propensione alla delinquenza. Questo a prescindere dalla nazionalità o provenienza.

FONTE: MessaggeroVeneto - 09 Giugno 2018


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Pubblicato il 15/06/2018 @ 01:02  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Dalla Regione stop a contributi pubblici per chi accoglie profughi - da Valvasev

stop-a-contributi-pubblici Progetto leghista: basta fondi regionali alle strutture che ospitano migranti. Il capogruppo Bordin: «Una scelta di buon senso già attuata in Lombardia»

UDINE. L’obiettivo è chiaro, politicamente studiato a tavolino e si muove indifferente a lamentele, critiche e attacchi: il centrodestra, ma soprattutto la Lega, vuole smontare pezzo per pezzo il sistema di gestione dei richiedenti asilo organizzato dal centrosinistra negli ultimi cinque anni.

«Norma incostituzionale, penalizza l’intero sistema»
Albergatori, operatori dell’accoglienza e Anci bocciano la proposta padana. «La giunta non si rende conto delle conseguenze che provocherà sul territorio»


La lettera a Roma, inviata a una manciata di giorni dall’insediamento della nuova giunta, con cui si annunciava al Viminale la volontà di cancellare l’accoglienza diffusa per ritornare – come peraltro indicato dal neo ministro dell’Interno Matteo Salvini – a un sistema tarato sui Cie è stata la prima mossa.

L’intenzione di cancellare i piani immigrazione, e di limitarne la disponibilità economica già in assestamento di Bilancio per la parte non vincolata, ha rappresentato, poi, il secondo tassello di un “piano” complessivo Di una concezione della gestione del fenomeno, in altre parole, completamente diversa dal passato e attraverso la quale, partendo dalla teoria secondo la quale accoglienza fa rima con business, capovolgere completamente il sistema.

Il ritorno ai Cie e il taglio dei fondi per i lavori di pubblica utilità – senza dimenticare il desiderio di rivedere i criteri di accesso dei profughi al sistema sanitario – rappresentano le architravi di un progetto su cui, a breve, potrebbe innestarsi un terzo paletto che porti, come annunciato giovedì in Aula dal capogruppo leghista Mauro Bordin, a una serie di misure tali da implicare il «divieto di concessione di contributi pubblici a chi ha già ottenuto denaro per l’accoglienza».

L’idea, di per sé, non è originalissima, perché figlia di quanto approvato nel 2015 in Lombardia durante la legislatura di Roberto Maroni. Al Pirellone, all’epoca, si pensava addirittura di multare quelle strutture alberghiere, o comunque ricettive, che avessero garantito, ovviamente dietro versamento delle somme stabilite dalla legge, ospitalità ai migranti. Una “sparata” con ben poche possibilità di superare il vaglio delle istituzioni nazionali con Maroni che, quindi, optò per un altro tipo di soluzione.

Nel momento in cui, correva l’anno 2015, il Consiglio venne stato chiamato ad approvare la nuova legge sul turismo, infatti, la maggioranza di centrodestra (con pure i voti di Fi e di Ncd. vi inserì un articolo appositamente studiato dal governatore.

Nel testo, ancora valido, si legge come «nel caso in cui i richiedenti» di contributi regionali «siano strutture ricettive, alberghiere e non alberghiere», queste possono ottenere i fondi «esclusivamente qualora il fatturato oppure il ricavato dell’attività ricettiva degli ultimi tre anni sia integralmente derivante da attività turistica».

Una norma – mai impugnata dal Governo – che in estrema sintesi penalizza quelle strutture che ospitano – oppure hanno accolto nel recente passato – profughi impedendo loro di ricevere contributi regionali per acquisto, costruzione, riqualificazione, ristrutturazione e ammodernamento degli immobili.

Traslata in ambito regionale, quindi, una legge di questo tipo potrebbe avere effetti non secondari, sia da un punto di vista politico sia pratico. Prendiamo, come caso esemplificativo, la situazione di Lignano. Nella passata legislatura, in ossequio alla diffusione dell’accoglienza diffusa, Prefettura, Regione – nella persona dell’ex assessore Gianni Torrenti – e Comune trovarono una sorta di accordo quadro.

Una pattuglia di migranti – passata dal centinaio di persone del 2015 alla trentina di qualche mese fa – venivano ospitati nei locali dell’hotel Myriam durante l’inverno per essere poi spostati prima dell’apertura della stagione estiva – come testimoniato dal sito della Regione dove si legge che al 6 giugno Lignano non ospita più nemmeno un richiedente asilo – in altre località. I proprietari di quella struttura, perciò, in questi anni hanno ricevuto una serie di fondi pubblici dall’ente gestore – nel caso specifico la Croce Rossa che “paga” attraverso gli stanziamenti statali in materia – e quindi, se la proposta leghista dovesse diventare legge, non potrebbero più partecipare a nessun bando regionale.

«Applichiamo semplicemente il buon senso e combattiamo una possibile, ed evidente, concorrenza sleale – spiega Bordin –. Se una persona possiede un albergo in una località turistica normalmente lo apre soltanto durante la stagione affrontando, quindi, il più classico dei rischi d’impresa perché se arrivano i turisti guadagna, altrimenti va in difficoltà.

Quando qualcuno, invece, decide di ospitare decine di migranti nei periodi “morti” si avvantaggia rispetto ai suoi competitors. Non soltanto perché incassa tutto l’anno, considerato come poi i turisti sostituiscano i migranti, ma anche perchè può utilizzare una parte della somma ottenuta per migliorare la propria struttura. E a quel punto consentirgli anche di accedere ai bandi regionali per noi diventa sbagliato».

Bordin, come è logico che sia in casa della Lega, ha cominciato a discutere della questione con Massimiliano Fedriga e pur non stilando un cronoprogramma preciso, considerata la necessità di mettere a punto un testo che non venga poi bocciato dalla Consulta, punta decisamente in alto auspicando una norma di carattere onnicomprensivo che non interessi, come avviene in Lombardia, soltanto i bandi turistici.

«Nell’attuale periodo storico le risorse pubbliche sono inferiori rispetto al passato – conclude il capogruppo –. Pertanto, a maggior ragione, il loro utilizzo deve avvenire attraverso criteri che considerino le finalità di interesse generale che si intendono perseguire ma, allo stesso tempo, criteri di rotazione che consentano una maggiore fruizione.

Il vincolo lombardo potrebbe trovare, in Fvg, un’applicazione generale ed essere utilizzato in termini di esclusione oppure, più blandamente, di priorità o di maggior punteggio. Una normativa simile consentirebbe di garantire un’equa ripartizione delle risorse avvantaggiando prioritariamente coloro che non hanno già beneficiato recentemente di finanziamenti pubblici.

D’altronde chi ha già ricevuto risorse pubbliche può impiegarle per rinnovare e migliorare la propria struttura senza chiedere a tal fine aiuti alla Regione così da consentire a quest’ultima di aiutare altre strutture e soggetti». Parole chiare, quelle di Bordin, che, però, per diventare realtà hanno bisogno di approfondimenti specifici, in primis legislativi.

Ma al di là dell’aspetto tecnico e normativo la strada è ormai tracciata. Siamo entrati in un mondo nuovo, sul tema dell’immigrazione. E giusto o sbagliato che sia tutti dovranno farne i conti. Perché il Carroccio procede come un panzer. E non pare avere alcuna intenzione di rallentare, figuriamoci di fermarsi.

FONTE: MessaggeroVeneto - 08 Giugno 2018


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Pubblicato il 10/06/2018 @ 00:02  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Il centrodestra si ricompatta esce Spagnolo, entra Petiziol - da Valvasev

lorenzo-petiziol Latisana: surroga del consigliere della Lega, al suo posto il giornalista sportivo Dai banchi dell’opposizione critiche per le tempistiche della sostituzione

Il messaggio arrivato dai banchi della minoranza del consiglio comunale di Latisana è quello di un centrodestra quanto mai unito e compatto. Un centrodestra che da ieri sera ha dalla sua un nuovo consigliere comunale che le sue intenzioni le ha messe in chiaro subito: controllo e critica nei confronti dell’attività amministrativa, seppur con un approccio collaborativo e improntato alla conoscenza, perché alla sua prima esperienza istituzionale. Il giornalista sportivo Lorenzo Petiziol da ieri sera è il nuovo consigliere comunale che subentra nel gruppo della Lega Nord a Maddalena Spagnolo, dimissionaria dopo l’elezione a consigliere regionale.

E proprio sui tempi della surroga si sono concentrate le prime critiche mosse ieri sera dalla minoranza di centrodestra, per voce del capogruppo de Il Ponte, Ezio Simonin, al sindaco Daniele Galizio, reo di aver tenuto ferme per quasi un mese le dimissioni presentate ancora l’8 maggio dalla consigliera Spagnolo e sabato scorso fermamente intenzionato – come annunciato alla conferenza dei capigruppo – a procedere con la surroga durante il consiglio comunale convocato per fine mese (ma a quanto pare già slittato ai primi di luglio) impedendo di fatto a un gruppo politico di svolgere il proprio compito.

E non un gruppo qualsiasi – ha voluto ricordare anche il neo consigliere Petiziol nel suo intervento di saluto – ma quello che rappresenta un movimento, la Lega Nord, che negli ultimi mesi, come attestato dalle recenti consultazioni, è diventato il primo partito anche a Latisana. «Assieme ai colleghi del centrodestra – ha detto Petiziol delineando chiaramente la sua posizione interna al consiglio comunale – cercherò di fare un’opposizione costruttiva, attraverso un lavoro di controllo e di critica alla maggioranza, ma anche di proposta, ponendo sempre e comunque come unico obiettivo il bene della comunità».

Giornalista sportivo televisivo dalla lunghissima carriera, attualmente voce di Radio Spazio 103, Lorenzo Petiziol – come ha voluto ricordare prendendo la parola per un augurio di buon lavoro il consigliere comunale e già sindaco, Micaela Sette – nel 1992 nel decennale del premio Vigilia di Natale è stato insignito di tale riconoscimento, a conferma di una carriera che ha dato lustro alla città di Latisana.

Messaggi di benvenuto sono arrivati dal sindaco Daniele Galizio e dai consiglieri Sandro Vignotto, Lauretta Iuretig («Un uomo di squadra che consolida l’alleanza di centrodestra locale», le sue parole) e da Lanfranco Sette.

FONTE: MessaggeroVeneto - 06 Giugno 2018


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Pubblicato il 07/06/2018 @ 15:28  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

LATISANA. Esercitazione tra FVg e Veneto: Valvason replica a Vignotto. - da Valvasev

esercitazione protezione civile latisana Il vicesindaco di Latisana Angelo Valvason replica al capogruppo di Forza Italia, Sandro Vignotto, che lo aveva chiamato in causa in un articolo apparso oggi su Il Messaggero Veneto (allegato in calce).

“Se il Consigliere Vignotto partecipasse in prima persona agli incontri eviterebbe di esternare dichiarazioni aleatorie, che si basano esclusivamente sulle notizie riportate dalla stampa e che, notoriamente, per motivi di spazio sono e devono essere sintetiche. “la replica di Valvason “Nel discorso pronunciato dal sottoscritto in sede di conferenza stampa Neiflex, lo scorso 1 giugno, ho esplicitamente ribadito al Vicepresidente della Regione con Delega alla Protezione Civile Riccardo Riccardi e all’Assessore all’Ambiente e alla Protezione Civile della Regione Veneto, Gianpaolo Bottacin, ‘la necessità, più volte ribadita a tutti i livelli insieme al Comune di San Michele al Tagliamento di eseguire le opere a monte e in particolare le opere di laminazione previste dal piano stralcio del medio corso del fiume’. Ho altresì ribadito il fatto che i finanziamenti previsti per la realizzazione del bacino di laminazione sono stati svincolati, dalla precedente Giunta Regionale, per eseguire le opere a valle e, al contempo, ho fatto loro richiesta di ‘volersi fare portavoce con i rispettivi Governatori, della necessità e urgenza di finanziare e completare tutte le opere previste dal Piano Stralcio, ponendo fine a una situazione di pericolo e di precarietà che i nostri cittadini vivono ormai da oltre cinquant’anni’.

In aggiunta a questo, come Vicesindaco di Latisana, ho già preso contatti con il Vice Presidente Riccardo Riccardi, a latere della suddetta conferenza stampa, e successivamente il neoeletto Assessore regionale all’Ambiente Fabio Scoccimarro, per un incontro urgente per fare il punto sulla situazione attuale del Tagliamento sia dal punto di vista della sicurezza che dello sviluppo, al fine di ‘creare le condizioni perché il Tagliamento smetta di essere un problema per i nostri cittadini e torni ad essere un’opportunità’, come dichiarato in chiusura del mio intervento istituzionale.

Infine” conclude Valvason” desidero caldamente invitare tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale ad evitare toni polemici poco costruttivi rispetto a un tema che da moltissimi anni vede maggioranza e opposizione uniti per il bene dei cittadini di Latisana.”

esercitazione protezione civile latisana

FONTE: LATISANA.IT - 06 Giugno 2018


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Pubblicato il 07/06/2018 @ 15:22  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Al via la stagione turistica di Aprilia Marittima: - da Valvasev

Al via la stagione turistica di Aprilia Marittima: premiati gli imprenditori

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LATISANA (Udine) - Al via la stagione turistica 2018 di Aprilia Marittima con una cerimonia ufficiale che si è tenuta ieri, domenica 20 maggio, in piazzetta Imbarcadero. Il sindaco di Latisana, Daniele Galizio, ha ricordato come il settore della nautica si stia riprendendo a poco a poco, dopo aver subito gli effetti della crisi che avevano portato al mancato dragaggio del canale di accesso e delle darsene, causando una fuga dei diportisti.

Eseguiti i dragaggi
Grazie al lavoro svolto dagli operatori di Aprilia Marittima e con l’impegno profuso dall’allora Assessore Mariagrazia Santoro, la Regione è intervenuta, consentendo il ripristino della navigabilità anche per imbarcazioni a vela e yacht di grandi dimensioni.

Riqualificazione urbanistica
«Ora chiediamo alla Regione di proseguire con la costante manutenzione delle vie d’acqua e la possibilità per i privati di eseguire i dragaggi senza complicazioni burocratiche - dice Galizio -. Occorre pensare alla riqualificazione urbanistica della località, creando punti di attrazione all’interno di un sistema territoriale e di un progetto integrato che migliori l’offerta turistica e ricettiva eco-sostenibile. Aprilia ha da un lato la Laguna e dall’altro l’asta fluviale del Tagliamento come elementi caratterizzanti».

Premiati imprenditori e maestranze
In occasione dell'inaugurazione della stagione 2018, in collaborazione col Circolo Nautico di Aprilia Marittima e l’associazione Pro Latisana, sono stati premiati quattro operatori scelti tra imprenditori e maestranze che hanno contribuito nel tempo allo sviluppo della località: Cesare Canova, Flavio Caramia, Bruno Cencis e Giuseppe Morsanutto, mentre una menzione speciale è stata assegnata a Mauro Lorenzo.

Cesare Canova
Dal 1977, con spirito pionieristico, ha investito in diverse attività ad Aprilia Marittima, come il Bar Snoopy, divenuto nel tempo un punto di riferimento per i charteristi, il bar Piazzetta e a seguire il ristorante nella Darsena Punta Gabbiani. Rilevante il suo impegno politico che lo ha visto attivo nell’amministrazione comunale di Latisana in qualità di assessore e vicesindaco; ha promosso molti interventi in favore di Aprilia, in particolare la fontana sul viale centrale, la pista ciclabile di collegamento con Lignano, l’istituzione del servizio pullman e il ripristino del nome originario.

Flavio Caramia
Eletto presidente del Circolo Nautico Aprilia Marittima nel 2013, nel suo primo triennio di incarico, ha affrontato, coinvolgendo le darsene, gli operatori di Aprilia Marittima e la Regione Friuli Venezia Giulia, la risoluzione del problema dei dragaggi della darsena di Aprilia e del canale Coron, eseguiti tra il 2014 e il 2015. Nel 2016, scaduto il primo mandato, viene rieletto e mantiene il suo impegno.

Bruno Cencis
Dal 1974 apre la sua attività ad Aprilia Marittima nel settore nautica da diporto come artigiano-meccanico, riuscendo nel 1984 a stipulare con la Man di Norimberga un contratto di assistenza fino a divenire officina master, la prima fra le 12 officine attualmente presenti in Italia. Nel corso di 44 anni, ha svolto attività di formazione in azienda e in istituti scolastici; nel 2013 ha ricevuto il diploma di merito per capacità imprenditoriali, professionalità e passione dimostrate nello svolgimento della propria attività.

Giuseppe Morsanutto
Ha iniziato la sua collaborazione nel lontano 1988, giovanissimo, nella nascente Marina Capo Nord. Successivamente ha maturato la propria professionalità nella società Aprilia Marittima 2000, dove attualmente ricopre la carica di capo gruista. Fa parte del team dei Cantieri di Aprilia.

Mauro Lorenzo
Già premiato nel 2017 come imprenditore fondatore della casa dell’elettronica, una menzione speciale come cofondatore e già presidente dell’associazione Noi Operatori di Aprilia per l’impegno profuso nell’associazione per organizzare manifestazioni e fiere rappresentando un punto di riferimento per gli operatori della località.

FONTE: il gazzettino.it - Lunedì 21 Maggio 2018


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Pubblicato il 22/05/2018 @ 20:58  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Il Sindaco di Latisana Daniele Galizio nuovo Presidente UTI Riviera Bassa Friulana - da Valvasev

Galizio-Fanotto UTI Voto unanime sul nome del successore del Sindaco di Lignano Fanotto.

L’Assemblea dei Sindaci dell’Unione Riviera Bassa Friulana, che si è svolta lunedì 19 marzo presso la Sala Consiliare del Comune di Precenicco, prevedeva all’ordine del giorno le dimissioni del Presidente, Sindaco di Lignano Luca Fanotto e la contestuale elezione del Nuovo Presidente.

L’Assemblea, già riunitasi il 5 marzo per la discussione sulla Presidenza, ha votato all’unanimità, con l’astensione di Latisana, il nuovo Presidente nella persona del Sindaco di Latisana Daniele Galizio.

Il Presidente uscente ha ringraziato i Sindaci e gli Amministratori: “L’avvio delle UTI è stato intriso di grosse difficoltà gestionali e organizzative, che peraltro non si sono esaurite e che, a mio avviso, richiedono un grosso e complessivo ripensamento. Tuttavia, devo dire che grazie al contributo di tutti gli Amministratori siamo riusciti a far partire l’Unione della Riviera Friulana, che ha avuto il merito di mettere tante volte attorno ad un tavolo i Sindaci per condurre un ragionamento e sviluppare un pensiero attorno ad un territorio estremamente ricco di opportunità da cogliere e far crescere. Ho ceduto il passo a Latisana perché, nella visione comune che ci siamo dati, tutti i Sindaci possano avere la rappresentanza del nuovo ente, condividendone prospettive e responsabilità. Auguro al nuovo Presidente buon lavoro, sapendo che può contrare sempre su tutti noi.

Il Presidente Galizio, dopo aver ringraziato Sindaci e Amministratori dei Comuni per la fiducia accordata, ha espresso l’apprezzamento “per il grande impegno profuso dal Presidente Fanotto e dagli Amministratori, dal Segretario Generale e dai dipendenti della città di Lignano Sabbiadoro, portato avanti sempre con spirito di collaborazione e di condivisione.

Per la costituzione di questa UTI – ha aggiunto Galizio – va riconosciuto il lavoro svolto in precedenza anche dal Sindaco Benigno che ha creduto nell’importanza di aderire alle Unioni fin dall’inizio.

Gli indirizzi di governance, condivisi con i Sindaci, – ha aggiunto Galizio – saranno quelli di continuare il lavoro svolto fino ad oggi, nell’ottica di un ulteriore sviluppo di un territorio dalle grandi potenzialità.

Pur condividendo i principi della riforma e in vista dei probabili correttivi che verranno decisi dal nuovo governo regionale, ribadisco la necessità che qualsiasi ragionamento sulle funzioni che l’UTI potrà svolgere debba basarsi sulla disponibilità e sulla piena condivisione da parte di tutti i Comuni.

È importante proseguire nella direzione di una sempre più stretta collaborazione tra i Comuni, oltre che per lo sviluppo del territorio, per la risoluzione delle criticità che tutti i Comuni stanno vivendo in questi anni, in termini di mancanza di personale e dei sempre maggiori aggravi dovuti all’introduzione di nuovi adempimenti burocratici.

FONTE: www.galizio.it - 20 Marzo 2018


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Pubblicato il 21/03/2018 @ 19:56  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina
 
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