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avvovato-maddalena-spagnolo.jpg Avvocati indagati per infedele patrocinio: la Cassazione ha depositato le motivazioni del rigetto del ricorso della Procura

Niente più che «una sollecitazione a non rispondere alle domande dell’organo dell’accusa». E quindi, «a tenere una condotta processuale perfettamente in linea con il diritto di difesa, che vede nell’esercizio della facoltà di non rispondere un’espressione del principio del “nemo teneur se detegere”, insuscettibile di per sè di recare un qualunque danno, economico e processuale, alla patrocinata». Ecco perché, per i giudici della Corte di Cassazione, gli avvocati Pier Aurelio Cicuttini e Maddalena Spagnolo non hanno concorso a determinare alcun nocumento agli interessi della cliente del primo, nè dei figli minorenni avuti con l’uomo assistito dalla collega.

Le motivazioni della sentenza con cui, il 31 gennaio, la VI sezione penale ha rigettato il ricorso proposto dalla Procura di Udine contro la decisione del tribunale del riesame di annullare le perquisizioni e i sequestri eseguiti il 23 giugno 2017 negli studi e nelle abitazioni dei due professionisti, sono state depositate il 30 marzo. «Esclusa la materialità del reato in contestazione», recita il verdetto. Ossia, l’ipotesi del concorso in infedele patrocinio, per avere concordato di far avvalere della facoltà di non rispondere in un interrogatorio la donna che Cicuttini difende, in un procedimento in cui è accusata del favoreggiamento del marito, che è assistito da Spagnolo e che in precedenza era stato allontanato da casa per maltrattamenti su coniuge e figli. Nelle intercettazioni telefoniche, aveva detto alla moglie di averla chiamata su indicazione dei difensori, per spiegarle nella loro lingua che non avrebbe dovuto rispondere alle domande degli inquirenti.

Sebbene le modalità con cui il difensore della donna siano indubbiamente “anomale” e censurabili, laddove per le comunicazioni con l’assistita sembrerebbe essere stato utilizzato, quale interprete, l’indagato di un reato in cui lei era persona offesa – scrive la Cassazione –, nondimeno le indicazioni sul comportamento nell’interrogatorio non possono stimarsi contrarie ai “doveri professionali”, risultando anzi coerenti.

Ed è la stessa Maddalena Spagnolo - che nel procedimento è difesa dall’avvocato Enrico Bulfone e dal professor Tullio Padovani - ad auspicare ora «l’immediata archiviazione del fascicolo», giudicando l’azione della Procura «soprattutto un concreto pregiudizio all’indipendenza del difensore e al principio dell’inviolabilità della difesa». «Nonostante il tribunale di Udine ne avesse da subito smantellato il castello accusatorio – rileva –, ha voluto proporre ricorso, trovando nella Cassazione una chiara conferma dell’assenza di reato». Augurandosi a sua volta «che questo grande dispiacere finisca presto», Cicuttini ha annunciato l’intenzione di «valutare con i legali (avvocati Nicoletta Menosso e Raffaele Conte, ndr) eventuali azioni risarcitorie

Nessun commento dalla Procura, dove le motivazioni non sono ancora arrivate. "Le leggeremo con attenzione – si è limitato a dire il capo Antonio De Nicolo –, perchè dalla Cassazione c’è sempre da imparare, e poi assumeremo le determinazioni conseguenti nel relativo procedimento penale.

FONTE: MessaggeroVeneto - 07 Aprile 2018


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maddalena spagnolo segretaria Lega Latisana Sanità, #Spagnolo: “Il punto nascita ed il reparto materno infantile di #Latisana devono essere riaperti “Il contentino che Bolzonello-Serracchiani hanno recentemente dato a Latisana con il Pronto soccorso pediatrico H24 con posti letto dedicati per osservazione pazienti in età pediatrica è la misura minima per assicurare un minimo di sicurezza al territorio, che per due anni è stato abbandonato costringendo i bambini e le loro famiglie a spostamenti, nemmeno organizzati e spesso impossibili per traffico ed incidenti in autostrada, a Palmanova. Nonostante i pediatri siano stati reperiti, ancora non è stato riaperto il punto nascita ed il nuovo reparto Materno infantile, in grado di dare risposte al territorio, assicurare la continuità assistenziale dei bambini ed evitare inspiegabili spostamenti a Palmanova. La riforma sanitaria della giunta Serracchiani-Bolzonello è stata bocciata a tutti i livelli, dalla Corte dei Conti ai territori.

Dal 17 marzo 2016 è stato sospeso il punto nascita dell’Ospedale di Latisana, nonostante sia dotato di nuove sale parto accreditate per 1.000 parti/anno, integrate con le sale operatorie per le urgenze ostetriche, e nonostante sia stato realizzato il nuovo reparto Materno Infantile e l’Ospedale di Latisana serva un territorio vasto e popoloso, soprattutto in periodo estivo, servendo il territorio di Lignano e Bibione. Dal marzo 2016 l’ospedale di Latisana è stato dotato solamente di un ambulatorio pediatrico aperto fino alle 20, costringendo i bambini che vi si recavano dopo tale orario o necessitavano anche solo di osservazione, oltre che di ricovero, a spostarsi inspiegabilmente a Palmanova.

Con la conferenza stampa del 1 marzo, a quattro giorni dalle elezioni, Bolzonello ha dato il “contentino”, pur assicurato dalla Telesca sin dal 2016 ma sino al 5 marzo mai onorato di avere un pediatra nelle 24 ore e la possibilità di tenere in osservazione i bambini, quindi per massimo 48 ore, mentre i ricoveri, così come i casi urgenti con ospedalizzazione, saranno ancora effettuati a Palmanova. Il nuovo direttore sanitario ha assicurato che il reparto materno infantile e le sale parto sono ancora integre, così da permettere alla nuova amministrazione regionale che verrà eletta il 29 aprile di porre finalmente rimedio ai gravissimi errori commessi dalla giunta Serracchiani-Bolzonello e di dare le giuste risposte ad un territorio che ha subito decisamente troppo con questo governo regionale.”

Maddalena Spagnolo, Capogruppo Lega e Segretario Sezione Latisana-Candidata Elezioni Regionali Circoscrizione di Udine

FONTE; Segretaria Lega Latisana Maddalena Spagnolo - facebook


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Fedriga il candidato alla presidenza del Fvg La decisione maturata nel corso di summit romano dei partiti della coalizione. In precedenza era intervenuto Tondo: «Avevo accettato la candidatura a governatore per senso di responsabilità, senza chiedere nulla e dunque non lascio gli alleati»

UDINE. Massimiliano Fedriga è il candidato ufficiale del centrodestra alla presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia. La decisione è stata presa unitariamente da tutti i partiti facenti parte della coalizione nel corso di un summit tenutosi a Roma.

La candidatura di Fedriga è stata decisa dopo lunghi negoziati tra i partiti della coalizione di centrodestra nel corso dei quali sono stati «bruciati» molti nomi sui quali inizialmente si riteneva fosse stato trovato un accordo.

Massimiliano Fedriga prossimo presidente del Friuli Venezia Giulia!. Buon lavoro». Lo annuncia il leader della Lega Matteo Salvini su twitter postando una foto insieme con Fedriga.
Ma torniamo ai candidati "bruciati": l'ultimo è Renzo Tondo, dato pochi giorni fa per candidato ufficiale definitivo e, contro il quale, invece, è insorta la base leghista. La Lega in Friuli Venezia Giulia è stata, per numero di consensi, il partito più votato.

E mentre a palazzo Grazioli era in corso il vertice tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, a rompere gli indugi era stato, nella mattinata di mercoledì 21 marzo, proprio Renzo Tondo, che era stato candidato venerdì scorso, 16 marzo, dal Centrodestra alla presidenza della Regione.

La sua corsa però era stata messa in discussione nelle ultime ore dalla Lega, decisa a candidare proprio Massimiliano Fedriga e ribaltando il patto che assegnava a Forza Italia il pretendente governatore, in cambio di un passo indietro sulla presidenza del Senato, che quindi andrebbe ai berluscones.
«Noi siamo Autonomia responsabile - ha detto Tondo dal Consiglio regionale a Trieste - e non abbiamo bisogno di chiedere nulla a Roma o a Milano.
Stiamo lealmente nel centrodestra, che ringrazio per avermi dato la possibilità di essere eletto deputato.

Ho accettato la candidatura a presidente per senso di responsabilità, senza chiedere nulla e dunque resto in campo, non mi ritiro.

Registro però che ci sono delle tensioni tra gli alleati e se a Roma serve sapere che ci sono, io ci sono e si sappia fin d'ora che lealmente resterò nel centrodestra.

Se il candidato sarà un altro, lo sosterremo. Ma come Autonomia responsabile crediamo così tanto nella mia candidatura, come forte valore aggiunto, che stiamo anche valutando di candidare Renzo Tondo come capolista alle Regionali del 29 aprile in tre collegi», ha concluso l'ex governatore.

FONTE: MessaggeroVeneto - 21 Marzo 2018
LEGGI anche: Regione, le trattative nel Centrodestra: scambio con il Senato e il Fvg finisce alla Lega - MV. 21-03-2018


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walter-sepuca Una settimana fa aveva voluto presiedere il consiglio comunale sulla Eaton. Si è spento a 72 anni all’ospedale di Gorizia per un male incurabile

MONFALCONE:  Walter Sepuca si è spento nel pomeriggio di ieri, in una stanza dell’ospedale di Gorizia, dov’era ricoverato da venerdì mattina. Avrebbe compiuto 72 anni a fine marzo. Un tumore lo aveva aggredito alcuni mesi fa, ma il “Comandante”, com’era conosciuto da tutti Sepuca, uomo legato al mare prima per passione che per lavoro, aveva reagito con la consueta grinta e il solito sorriso.

Solo una settimana fa era al suo posto in aula, quello di presidente del Consiglio comunale, chiamato a gestire una seduta delicata, sulla crisi Eaton, che nella mattinata dello stesso giorno aveva portato ai cancelli della fabbrica di via Bagni nuova il leader del suo partito, Matteo Salvini. Le condizioni di salute precarie gli avevano impedito di esserci, lui che non aveva mai mancato un appuntamento. Tanto che Salvini assieme al segretario regionale e capogruppo alla Camera Massimiliano Fedriga («Buon vento Walter» l’ultimo saluto di quest’ultimo) si è recato a salutarlo nella casa di Panzano. Uno degli ultimi pensieri in questi giorni è stato quello di non poter partecipare all’adunata di piazza a Milano con Salvini in vista delle elezioni politiche di domenica prossima, come dice Sebastiano Callari, assessore leghista della giunta Cisint, ma anche il medico che ha seguito Sepuca in questi mesi.

Solo otto mesi fa Sepuca era al fianco di Callari, ma come testimone delle nozze officiate dal sindaco Anna Cisint, che ieri è riuscita solo a parlare di «una perdita enorme, a livello umano e non solo politico». Se Sepuca è riuscito a reggere così a lungo la Lega Nord isontina, è stato per le sue insostituibili doti di persona capace di giungere a una soluzione, ha solo aggiunto Cisint, che l’ha avuto al fianco in piazza in tutta la martellante campagna elettorale conclusasi con la storica vittoria del centrodestra nell’autunno del 2016. Una tornata che ha visto Sepuca eletto in Consiglio con 122 preferenze, il più votato del suo partito, da cui era stato candidato come capolista, davanti all’ex consigliere regionale Federico Razzini.

Il risultato, l’impegno riconosciuto dal resto della maggioranza, l’aveva condotto al ruolo di guida del Consiglio comunale senza frizioni. Che, invece, c’erano state, non molto dopo l’assunzione della carica, con il centrosinistra, causa alcune esternazioni sui social poco politicamente corrette. Sepuca poi aveva ammesso di aver esagerato, chiedendo scusa. A metà gennaio aveva invece ceduto il testimone come segretario del Carroccio isontino a Fabio Verzegnassi, consigliere comunale leghista di Farra d’Isonzo. Un passaggio di consegne legato anche alle sue condizioni di salute, che, però, nessuno in Lega pensava sarebbero precipitate in così poco tempo. Sepuca aveva reagito alla diagnosi, come dopo l’infarto che l’aveva colpito alcuni anni fa. Si era sempre tenuto in movimento, in sella alla sua amata bicicletta. Come quella che dei ladri gli aveva rubato a settembre dello scorso anno dal giardino di casa. Se ne era davvero dispiaciuto Sepuca, anche perché quella bici l’aveva ricevuta in regalo dall’amico Sergio Razeto, presidente di Confindustria Venezia Giulia, per il suo compleanno.

In tanti lo hanno ricordato ieri come una persona gentile e corretta. Che non ha mai avuto paura delle proprie idee. Così a luglio era stato tra gli invitati del matrimonio in municipio tra Elisa Pacorig e Cristina Semeraro, di cui era vicino di casa. «Sono contento per la loro scelta, da rispettare», aveva detto. Il Consiglio comunale lo ricorderà mercoledì, nella nuova seduta convocata in questi giorni per discutere del bilancio 2018. A prendere il suo posto tra le fila della Lega sarà il primo dei non eletti, Paolo Bearzi.

Così su Facebook il presidente della Lega in Friuli Venezia Giulia Mario Pittoni annunciando la scomparsa di Sepuca, nato a Trieste il 23 marzo 1946 e residente a Monfalcone dove ricopriva il ruolo di presidente del Consiglio comunale. Solo lunedì scorso, 19 febbraio, il 72enne politico aveva scritto un post Facebook emozionato per la visita del segretario nazionale Matteo Salvini: «Grande sorpresa stamattina è venuto a trovarmi a casa a Panzano il nostro Matteo Salvini. Non solo emozione ma stupore e sempre più emozione e voglia di combattere con lui per il nostro popolo».

Moltissimi i messaggi di cordoglio da parte dei colleghi di partito e non che gli augurano "Buon vento" ricordando la passione per il mare di Sepuca, anche insegnante di vela e navigazione.

Saranno celebrati Sabato, alle 11,nella chiesa della Beata Vergine Marcelliana a Panzano i fuerali di Walter Sepuca, il presidente del consiglio comunale di Monfalcone e fino a poco più di un mese fa Segretario della Lega Nord Isontina.
La prossima settimana , ma la data non è stata ancora definita, la Famiglia (la moglie Rosanna, i figli Samantha, Susanna e Cristian) e gli amici procederanno alla dispersione delle ceneri.
Non è escluso in mare, serso il quale il "Comandane" Sepuca ha mantenuto un amore e un legame indissolubile.

FONTE: - 25 Febbraio 2018


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tribunale del riesame di Udine Rigettato il ricorso che puntava ad annullare l’ordinanza del Riesame favorevole agli avvocati accusati d’infedele patrocinio

Bene ha fatto il tribunale del riesame di Udine, con l’ordinanza del 13 luglio, ad annullare le perquisizioni e i sequestri che la Polizia giudiziaria aveva eseguito il 23 giugno negli studi e nelle abitazioni di due avvocati del Foro friulano, nell’ambito dell’inchiesta in cui risultano indagati per l’ipotesi di reato di concorso in infedele patrocinio. È quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con il provvedimento che, l’altra sera, ha rigettato il ricorso proposto dalla Procura contro la decisione dei giudici udinesi. La notizia, prontamente rimbalzata sul web, rappresenta il secondo punto a favore dell’Avvocatura, che sulla vicenda si era mobilitata dal nord al sud del Paese, tra manifestazioni di solidarietà ai colleghi e appelli all’inviolabilità del diritto alla difesa.

L’inchiesta

Coordinata dal pm Elena Torresin, l’inchiesta è alimentata dall’ipotesi per cui gli avvocati Pier Aurelio Cicuttini e Maddalena Spagnolo abbiano concordato di far avvalere della facoltà di non rispondere in un interrogatorio la donna che il legale difende, in un procedimento in cui è accusata del presunto favoreggiamento del marito, che è assistito dalla collega e che in precedenza era stato allontanato dalla casa familiare per maltrattamenti sulla coniuge e i loro figli minorenni. Chiamato a valutare la legittimità del provvedimento, il Riesame aveva ritenuto non ravvisabile il fumus del reato, ricordando come la scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere «esplichi un diritto espressamente riconosciuto all’indagato», tanto più se il difensore «non ha ancora un quadro completo della situazione» e se «la comunicazione con l’assistita risulta particolarmente difficoltosa», in quanto straniera e analfabeta. Nelle intercettazioni telefoniche prodotte dalla pubblica accusa, il marito aveva detto alla moglie di averla chiamata su indicazione dei legali, per spiegarle nella loro lingua che non avrebbe dovuto rispondere alle domande degli inquirenti.

I timori per le parti offese

Nel ricorrere per Cassazione, il pm ha censurato Cicuttini per «avere patrocinato posizioni tra loro difficilmente conciliabili: a tutela del diritto all’integrità psicofisica delle persone offese, nonchè degli interessi della donna, indagata proprio per aver negato la sussistenza dei maltrattamenti». Quanto ai contatti con l’avvocato Spagnolo, la cui «ingerenza – per il pm – inevitabilmente pare avere inquinato la condotta difensiva di Cicuttini», non di mere interlocuzioni si sarebbe trattato, bensì «di un accordo che mirava a far sì che la donna “stesse zitta”, senza interpellarla nelle proprie determinazioni». E se il Riesame aveva sottolineato come «è lo stesso codice deontologico forense che suggerisce scambi di informazioni tra avvocati», il pm ha ritenuto di escludere dal novero delle forme ammese «gli accordi tra difensori di parti contrapposte, per concertare la strategia difensiva di uno dei due».

L’arringa 

È stato il professor Tullio Padovani, difensore con l’avvocato Enrico Bulfone della collega Spagnolo, ad argomentare davanti agli ermellini della sesta sezione i motivi della propria assistita e dell’avvocato Cicuttini, assistito invece dagli avvocati Nicoletta Menosso e Raffaele Conte. «La scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere – ha osservato – rappresentava l’unica opzione difensiva ragionevolmente percorribile, per non pregiudicare gli interessi dell’assistita». Dal che ne discende «l’assoluta inconsistenza» dell’accusa di «istigazione» mossa alla collega Spagnolo. E se la contestazione dell’«accordo illecito si basa esclusivamente sull’interpretazione di due conversazioni telefoniche», per Padovani è proprio la prima intercettazione a chiarire come fosse stata la difficoltà di capire l’italiano «la finalità dei contatti tra i coniugi prima dell’interrogatorio». Da qui, la conclusione del difensore, secondo cui «l’inferenza di un accordo collusivo derivi da un’interpretazione pretestuosa del brano di conversazione». Quanto al presunto «nocumento» arrecato da Cicuttini ai propri clienti, il difensore l’ha liquidato come il frutto di «una sequela congetturale» del pm. Per il rigetto del ricorso si era espresso anche il procuratore generale.

La Camera penale friulana

«Giustizia è stata resa ai colleghi, oggetto di un’iniziativa tanto pregiudizievole quanto infondata», ha commentato l’avvocato Conte, nella veste di presidente della Camera penale friulana, ringraziando Ucpi, istituzioni dell’Avvocatura e il professor Padovani, «che ha messo la propria professionalità al servizio della causa spontaneamente e gratuitamente». Con la sua decisione, secondo Conte, «la Suprema Corte ha all’evidenza inteso ribadire che esiste un perimetro costituzionalmente garantito del diritto di difesa, la coniugazione del quale spetta solo al difensore nel rapporto con il suo assistito, così “certificando” definitivamente e incontrovertibilmente il grave errore commesso».

Il procuratore

«Eravamo convinti di avere interpretato in maniera corretta i fatti e le prove che giustificavano il nostro provvedimento». Il procuratore Antonio De Nicolo spiega così la recisione di ricorrere. «Leggeremo con attenzione la motivazioni – ha aggiunto – con la consapevolezza che dalla Cassazione c’è sempre da imparare». Nel ricordare come l’unica sede in cui la vicenda vada trattata sia quella processuale, De Nicolo ha ribadito la convinzione «mia e di tutto l’ufficio, che la collaborazione tra avvocati e magistrati, che questa vicenda non ha affatto rallentato, dovrà proseguire, quale caposaldo del principio costituzionale del giusto processo».

FONTE: MessaggeroVeneto - 02 Febbraio 2018


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Il Sindaco di Latisana Daniele Galizio nuovo Presidente UTI Riviera Bassa Friulana - da Valvasev

Galizio-Fanotto UTI Voto unanime sul nome del successore del Sindaco di Lignano Fanotto.

L’Assemblea dei Sindaci dell’Unione Riviera Bassa Friulana, che si è svolta lunedì 19 marzo presso la Sala Consiliare del Comune di Precenicco, prevedeva all’ordine del giorno le dimissioni del Presidente, Sindaco di Lignano Luca Fanotto e la contestuale elezione del Nuovo Presidente.

L’Assemblea, già riunitasi il 5 marzo per la discussione sulla Presidenza, ha votato all’unanimità, con l’astensione di Latisana, il nuovo Presidente nella persona del Sindaco di Latisana Daniele Galizio.

Il Presidente uscente ha ringraziato i Sindaci e gli Amministratori: “L’avvio delle UTI è stato intriso di grosse difficoltà gestionali e organizzative, che peraltro non si sono esaurite e che, a mio avviso, richiedono un grosso e complessivo ripensamento. Tuttavia, devo dire che grazie al contributo di tutti gli Amministratori siamo riusciti a far partire l’Unione della Riviera Friulana, che ha avuto il merito di mettere tante volte attorno ad un tavolo i Sindaci per condurre un ragionamento e sviluppare un pensiero attorno ad un territorio estremamente ricco di opportunità da cogliere e far crescere. Ho ceduto il passo a Latisana perché, nella visione comune che ci siamo dati, tutti i Sindaci possano avere la rappresentanza del nuovo ente, condividendone prospettive e responsabilità. Auguro al nuovo Presidente buon lavoro, sapendo che può contrare sempre su tutti noi.

Il Presidente Galizio, dopo aver ringraziato Sindaci e Amministratori dei Comuni per la fiducia accordata, ha espresso l’apprezzamento “per il grande impegno profuso dal Presidente Fanotto e dagli Amministratori, dal Segretario Generale e dai dipendenti della città di Lignano Sabbiadoro, portato avanti sempre con spirito di collaborazione e di condivisione.

Per la costituzione di questa UTI – ha aggiunto Galizio – va riconosciuto il lavoro svolto in precedenza anche dal Sindaco Benigno che ha creduto nell’importanza di aderire alle Unioni fin dall’inizio.

Gli indirizzi di governance, condivisi con i Sindaci, – ha aggiunto Galizio – saranno quelli di continuare il lavoro svolto fino ad oggi, nell’ottica di un ulteriore sviluppo di un territorio dalle grandi potenzialità.

Pur condividendo i principi della riforma e in vista dei probabili correttivi che verranno decisi dal nuovo governo regionale, ribadisco la necessità che qualsiasi ragionamento sulle funzioni che l’UTI potrà svolgere debba basarsi sulla disponibilità e sulla piena condivisione da parte di tutti i Comuni.

È importante proseguire nella direzione di una sempre più stretta collaborazione tra i Comuni, oltre che per lo sviluppo del territorio, per la risoluzione delle criticità che tutti i Comuni stanno vivendo in questi anni, in termini di mancanza di personale e dei sempre maggiori aggravi dovuti all’introduzione di nuovi adempimenti burocratici.

FONTE: www.galizio.it - 20 Marzo 2018


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Pubblicato il 21/03/2018 @ 19:56  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Contributi alle materne: la Lega elenca le differenze - da Valvasev

Maddalena Spagnolo LATISANA. Calo demografico ed esigenze di razionalizzazione. Sono questi i due riferimenti formulati dall’assessore comunale alla pubblica istruzione di Latisana, Daniela Lizzi, rispondendo alla questione sollevata dal consigliere Maddalena Spagnolo (Lega Nord) a proposito dei contributi messi a bilancio per le due scuole dell’infanzia private di Latisana e Latisanotta: 65 mila euro per la prima e 10 mila per la seconda.

È inaccettabile che né dal sindaco né dagli assessori al bilancio e all’istruzione vengano indicati i precisi criteri seguiti che in questo caso non sono comprensibili – lamenta in una nota la Spagnolo –. Differenze così evidenti nell’erogazione dei contributi – è la sua osservazione – devono essere giustificate.

Si tratta di due scuole paritarie nei confronti delle quali evidentemente non è stato seguito il criterio del numero dei bambini iscritti, altrimenti il contributo per l’asilo di Latisanotta non potrebbe essere inferiore a 30 mila euro.

FONTE: MessaggeroVeneto - 18 Marzo 2018


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Pubblicato il 20/03/2018 @ 00:29  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Latisana, anche la Lega aderisce «Subito un consiglio comunale» - da Valvasev

maddal-spagnolo LATISANA. Protocollata ieri mattina la richiesta di convocazione del consiglio comunale di Latisana sottoscritta dai sei consiglieri comunali di Forza Italia, Fratelli d’Italia e della lista civica Il Ponte.

Un documento che nella mattina di ieri ha visto l’adesione della Lega Nord come ha reso noto la segretaria e capogruppo in consiglio, Maddalena Spagnolo, ritenendo di sostenere la richiesta depositata dai tre gruppi. «Nonostante l’impegno assunto e le richieste pervenute, il sindaco non convoca il consiglio comunale da due mesi – commenta la Spagnolo in una nota dove sostanzialmente riprende le motivazioni indicate da Fi, FdI e Il Ponte nella richiesta di convocazione – da discutere ci sono molte questioni importanti per i cittadini di Latisana, alcune di primaria importanza come quelle riguardanti l’ospedale di Latisana, il Tagliamento e la città della salute.

All’ultima riunione dei capigruppo il sindaco aveva anticipato la prossima convocazione del consiglio, ma a oggi ancora nulla è pervenuto. Incomprensibile questo comportamento e contrario agli interessi dei cittadini, oltre che di tutti i consiglieri comunali e dei partiti e dei gruppi che rappresentano».


FONTE: MessaggeroVeneto - 22 Febbraio 2018

 


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Pubblicato il 08/03/2018 @ 12:07  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Sette (FdI): fondi ad Aprilia dalla vendita della Radaelli - da Valvasev

Sette (FdI): fondi ad Aprilia dalla vendita della Radaelli LATISANA. Se il problema per garantire investimenti di sviluppo e rilancio su Aprilia Marittima sono i soldi, ecco pronta una soluzione per trovarne. E anche parecchi. Vendere l’ex caserma Radaelli per il futuro della quale, ufficialmente, il Comune di Latisana non ha alcuna programmazione, tanto che il contributo concesso dalla Regione per la riqualificazione del sito è stato già restituito da tempo.

E nel piano delle alienazioni e della valorizzazione degli immobili di proprietà comunale non è prevista nessuna iniziativa o attività programmatica relativa all'area in questione. Ad affermarlo, in una nota, il capogruppo di Fratelli d’Italia, Lanfranco Sette, “rispolverando” una proposta presentata nel 2014 dalla lista civica Il Paese, i cui consiglieri d’allora, Francesco Ambrosio e Cristian Minutello, sono confluiti in FdI.

Proposta tornata valida in questi giorni, dopo aver ascoltato dalle parole del sindaco e vice sindaco che per investire su Aprilia Marittima l’amministrazione le idee le ha ma non ha i fondi. «L’emendamento presentato quattro anni fa – ricorda Sette – e che noi intendiamo protocollare in questi giorni si riferiva proprio a interventi da attuare nella località di Aprilia Marittima, in termini di manutenzione delle infrastrutture pubbliche e riqualificazione urbana, data la naturale e ormai consolidata vocazione turistica e il possibile e favorevole sviluppo economico nell’ambito del settore ricettivo turistico, commerciale e artigianale nautico». «Si tratta di un emendamento per modificare il piano delle alienazioni – spiega Sette – e ipotizzare la vendita del sito di via Marconi, dove sorgeva la caserma ceduta dal Demanio al Comune nel 2001, un’area a oggi già bonificata. L’eccezionalità della situazione economica, congiuntamente alla necessità di promuovere iniziative volte allo sviluppo economico e alla coesione sociale, fanno sì che l’ipotesi di vendere l’ex caserma per monetizzare sia quanto mai da prendere in considerazione.

FONTE: MessaggeroVeneto - 07 Marzo 2018


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Pubblicato il 08/03/2018 @ 10:54  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Liste regionali: grillini in rivolta - da Valvasev

Liste regionali: grillini in rivolta Sui social si respira lo sconcerto e la rabbia degli esclusi dal voto online per ottenere la corsa al consiglio regionale del Fvg. Luches lascia il lavoro in Consiglio, Porzio passa al Misto. A Tolmezzo si autosospende l’ex candidato sindaco Muser

Corsa solitaria per il candidato Cinque Stelle: "Ha scelto Di Maio"
Un passato in An per il candidato presidente della Regione del M5s, Fraleoni Morgera. «Il programma? Ambiente, sociale e benessere»
Delusione, forte, ad esempio si legge nelle parole di Fabrizio Luches, l’unico grillino che era rimasto in corsa per vestire i panni del candidato presidente dopo le Parlamentarie. Niente da fare per Luches che ha pure chiesto delucidazioni senza, però, al momento riceverle.

Confermo – raccontava ieri sera – che a oggi non ho ancora ricevuto alcuna risposta da parte dello staff del M5s. Posso dire che mi sono autosospeso dalla segreteria del gruppo consiliare, dove lavoravo da gennaio di tre anni, considerato come se non ritengono che io possieda i requisiti di candidabilità, e non mi forniscono nemmeno valide motivazioni, sono, evidentemente, inadeguato a collaborare con loro. All’interno del movimento ci sono difetti di condivisione e partecipazione.

Un ricorso? Sono un professionista, conosco il carico di lavoro dei Tribunali e non ritengo opportuno occupare un magistrato per decidere su questioni che potevano essere risolte con una semplice risposta via e-mail. Ho aderito al M5s perché credevo in un certo tipo di valori, che non ravviso più nelle azioni quotidiane e quindi non mi riconosco più nel movimento. Ho assistito alla prima dichiarazione a mezzo stampa del candidato alla presidenza e in effetti i requisiti tra me e lui sono davvero diversi.

E se Luches torna dunque al suo impiego originario – dipendente della Regione nel ruolo di funzionario di ruolo, ambiente e pianificazione territoriale – in segno di solidarietà nei suoi confronti getta la spugna Matteo Muser, ex candidato sindaco del M5s a Tolmezzo e consigliere comunale della cittadina carnica.

Mi auto-sospendo dal Movimento fino alla decisione definitiva del Capo politico Luigi Di Maio – ha scritto su Fb – di convalidare la candidatura a presidente di Fraleoni Morgera, in quanto imposta come scelta unica. Visto che questa volta non ho partecipato alla selezione non posso, in coscienza, chiedere agli elettori del M5s di votare per un profilo che mi pone enormi dubbi.

È persona di cui non posso dire nulla. Nulla perché non lo conosco. Nulla perché non l’ho mai incontrato a nessun gruppo. Nulla perché non si è neppure presentato. Ma quel che è peggio è che chi ha fatto le selezioni non ha ritenuto di dover spiegare o condividere la decisione.
Dall’altra parte l’avvocato Luches, attivista di lunga data, conosciuto dai territori, dagli attivisti e portavoce e da moltissimi cittadini del Fvg, da anni componente della segreteria consiliare regionale del M5s, che viene incredibilmente escluso dalle votazioni del candidato presidente senza nessuna spiegazione. Sono in estremo imbarazzo e ritengo l’esclusione di Luches un errore dei sistemi informatici, in caso contrario la mia auto-sospensione diventerà dimissione dal M5s

Polemiche, poi, anche a Monfalcone da parte della vicepresidente del Consiglio comunale Elisabetta Maccarini. «Com’è che il signor Fraleoni Morgera – ha detto – è diventato il candidato presidente del M5s? Mi risulta ci fossero anche altri candidati meritevoli e conosciuti per aver lavorato lungamente sul campo, ma senza spiegazioni eliminati da subito, pur avendo requisiti in merito. Spero in un errore informatico, ed avendo chiesto insieme a moltissimi altri portavoce ed attivisti allo staff delucidazioni, attendiamo fiduciosi in merito».
Niente da fare per la Regione, inoltre, anche per Massimo Deganutti, ex consigliere comunale pentastellato a Udine. «Pubblico qui (su Fb ndr) – si è sfogato – il mio curriculum vitae per la candidatura alle Regionarie sulla piattaforma Rousseau del M5s, un atto che mi sarebbe stato dovuto di diritto e a norma di regolamento interno.

Ma è stato impedito senza motivazione dai capi triestini del M5s. Lo pubblico per trasparenza e conoscenza». Sulla stessa linea d’onda anche un’altra componente dell’Aula di palazzo D’Aronco e cioè Claudia Gallanda che ha scritto a Di Maio, Beppe Grillo e Davide Casaleggio.
Apprestandomi alla votazione Regionarie – si legge sui social – e cercando il mio profilo tra gli stessi, non ho trovato il mio nominativo. Invece ho trovato i profili di alcuni di quelli che hanno cercato o hanno collaborato a “fare la festa” a due consiglieri di Udine regolarmente eletti. Me compresa.

Con la malafede e l’inganno, in maniera pretestuosa, cosa peraltro da me regolarmente a voi denunciata da mesi, anche con Pec. Anche tramite il rappresentante “de facto” di zona Stefano Patuanelli, neo eletto senatore. Senza ricevere da alcuno alcun riscontro, né assistere ad alcuna sanzione di sorta. Mi riferisco in particolare a Luca Vignando e a Michele Lisco.

Duro infine anche lo sfogo di Elena Porzio, anche lei consigliera comunale a Udine che però ieri ha comunicato al presidente dell’Aula del capoluogo di lasciare il gruppo pentastellato per confluire nel Misto dopo la sua esclusione alle Regionarie.

«Il M5s ha pensato che non sono meritevole – si leggeva ieri su Fb – di comparire tra i candidati al Consiglio regionale. In nome della trasparenza, che mi porta anche a scrivere questo post, spero che lo staff vorrà rendere pubblici i criteri del tutto discrezionali applicati nella scelta degli esclusi (giuro che non sono massona e che la mia fedina penale è intonsa)».

FONTE: MessaggeroVeneto - 07 Marzo 2018


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Pubblicato il 08/03/2018 @ 10:23  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Dodici profughi in arrivo a LATISANA. Sindaco a muso duro col Prefetto - da Valvasev

Dodici profughi in arrivo a LATISANA Sono 12 i richiedenti asilo in arrivo a Latisana in via Marconi 167 presso il B&B La Casa di Sara. Il comunicato del Sindaco Daniele Galizio:

Abbiamo ricevuto notizia in via non ufficiale dell’arrivo nei prossimi giorni a Latisana di 12 richiedenti asilo in modalità CAS (Centri di Accoglienza Straordinari), migranti che saranno accolti in via Marconi 167 presso il B&B. La Casa di Sara.

Pur nella consapevolezza che il sistema CAS prescinde dal coinvolgimento diretto delle Amministrazioni Comunali, in quanto si tratta di un tipo di accoglienza gestita con altre modalità, ritengo doveroso un passaggio comunicativo da parte del Prefetto di Udine, Vittorio Zappalorto. Queste persone si insedieranno nella nostra cittadina e ciò implica conseguenze anche sul piano pratico, e il nostro Comune ne è direttamente interessato.

Pertanto ribadisco la necessità di un rapporto diverso tra la Prefettura di Udine e la nostra Amministrazione, nell’ottica dell’informazione e possibilmente del confronto, in quanto ritengo che la cittadinanza debba essere puntualmente messa a conoscenza della situazione di accoglienza, anche in vista di una possibile progettualità nei confronti dei richiedenti asilo.

Se non fosse stato per la solerzia del Presidente dell’Associazione Mosaico Gilberto Turra, che ha ritenuto di informarmi su quanto sta per accadere, fatto di cui ho tempestivamente relazionato ai Capigruppo in Consiglio Comunale, sia l’Amministrazione sia i cittadini sarebbero rimasti ignari dell’arrivo dei richiedenti asilo nella nostra comunità. È fondamentale tenere conto della sensibilità dei cittadini rispetto alla tematica e agire nell’interesse di un’integrazione positiva, cosa che non è possibile pensare se mancano i fondamentali, ossia la comunicazione tra organi di rappresentanza.

Mi auguro che questa sia l’ultima volta che il Prefetto di Udine ometta di informare l’Amministrazione Comunale su possibili insediamenti di cittadini stranieri richiedenti asilo nel territorio di Latisana, ricordo che già con il precedente Sindaco si era verificata una situazione del tutto analoga, con 7 richiedenti asilo insediati a Latisana in modalità CAS, che continuano a tutt’oggi ad essere ospitati nel centro cittadino.

FONTE: BassaParola - 6 Febbraio 2018


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Pubblicato il 07/02/2018 @ 08:19  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

C’è “Cittadinanza attiva” ma nessuno si è mai offerto - da Valvasev

latisana-p.zza-indipendenza Latisana: non decolla l’albo dei volontari per svolgere piccoli lavori pubblici A due anni dall’istituzione neanche un iscritto. Il sindaco: cambieremo le norme

L’idea era quella di introdurre un albo della cittadinanza attiva, dov’era possibile iscriversi e dare una mano al Comune, svolgendo alcuni lavori pubblici, come manutenzione delle aree verdi, pulizia di fontane, monumenti e marciapiedi. Tutta una serie di piccoli interventi di manutenzione che possono fare la differenza nella cura di un paese. Solo che la città non ha risposto e a più di due anni dall’introduzione del regolamento per la cittadinanza attiva, l’albo di quei volontari che avrebbero dovuto prendersi cura del bene comune è vuoto. Nel sito istituzionale dell’ente nella pagina dedicata alle associazioni l’elenco destinato a quanti si dovrebbero occupare di tutela ambientale, non ha iscritti.

Il Comune di Latisana al fine di alimentare il senso civico nelle persone nel 2015 ha promosso attraverso uno specifico regolamento, la nascita di forme di collaborazione con i cittadini per favorire la cura e la rigenerazione dei beni urbani, intesi come tutti quei beni funzionali al benessere individuale e collettivo, dai parchi pubblici, ai monumenti, dagli edifici di interesse collettivo alle piazze. A tal proposito è stato istituito un albo comunale dei Volontari Urbani al quale si sarebbero dovuti iscrivere gli interessati, specificando di quale bene si sarebbero presi cura fra quelli indicati in un apposito elenco.

L’atteso coinvolgimento dei cittadini però non c’è stato, complice forse un mancato tornaconto diretto, infatti mentre in altri Comuni chi si adopera in operazioni di cittadinanza attiva ottiene sgravi sulle imposte comunali, nel regolamento di Latisana è previsto il solo riconoscimento dell’attività svolta attraverso dei cartelli informativi da collocare nei pressi del bene oggetto di cura, riportando il nome di chi se n’è occupato.

Preso atto che il progetto non è decollato, l’amministrazione comunale ha intenzione di modificare alcuni aspetti del regolamento: «il documento è ancora in fase di revisione – ha confermato ieri sera in una nota il sindaco di Latisana, Daniele Galizio – in quanto ci stiamo preoccupando di redigere un documento organico di più facile applicazione, tenendo conto di tutte le proposte normative e comunque in grado di coinvolgere la cittadinanza. È nostro obiettivo giungere alla stesura di un documento che risponda alle reali esigenze del territorio e nel più breve tempo possibile».

FONTE: MessaggeroVeneto - 03 Febbraio 2018


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Pubblicato il 04/02/2018 @ 13:36  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina
 
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