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cocuzze Latisana: via libera della giunta al provvedimento anti-rischi Incarichi a rotazione e attività di formazione per i dipendenti

LATISANA. Favoritismi nei concorsi per il personale, agevolazione nei contratti di appalto, o nell'affidamento di eventi culturali e sportivi. Anche il Comune di Latisana affronta il tema della corruzione nel piano triennale per la prevenzione della corruzione, redatto e approvato, individuando quelle che potrebbero essere le aree a rischio.

Dal processo di analisi per l’individuazione dei punti critici per capire come e perché potrebbero verificarsi eventi di corruzione e chi potrebbe attuarli - come spiega il piano approvato dalla Giunta martedì - per i singoli settori operativi del Comune gli uffici hanno quantificato i fattori di rischio e le anomalie, utilizzando come valore minimo 1 in assenza di elementi di rischio: dalle tabelle pubblicate ieri online emergono situazioni a rischio nel settore della pianificazione urbanistica (6,3), nei processi di sviluppo delle gare e degli appalti (5,3), nel marketing turistico (5,7), nell'edilizia privata (3,9), nell'affidamento delle opere pubbliche (3,9) e degli eventi culturali e sportivi (3,9), nei servizi sociali (2,9) e nelle assunzioni (2,08). Sono invece esenti dal fattore rischio corruzione la Polizia Municipale e il settore dell'anagrafe.

«Anche il Procuratore distrettuale, nel corso di una riunione con i vertici di sicurezza della Regione, ha lanciato un monito per una rifondazione della cultura preventiva e repressiva da volgere verso le mafie e la loro progressiva infiltrazione nel territorio del Friuli Venezia Giulia, o si rischia l'occupazione dello stesso territorio da parte della criminalità organizzata – sottolinea l'ente locale – in questo Comune non si rileva una pericolosa presenza di criminalità, se non nell’ordine relativamente normale del fenomeno e comunque non incidente sulla regolare attività di governo e di amministrazione. Non sono state rilevate forme di pressione che non siano quelle conseguenti alle continue richieste di promozione economica e di ancora maggiore tutela delle classi meno avvantaggiate. Ma la vicinanza alla località turistiche e l'avvio di opere di rilevante impatto economico (cittadella della salute e centro commerciale nelle vicinanze del casello autostradale), impongono una rinnovata attenzione nelle procedure amministrative di competenza del Comune».

Come provvedimenti da adottare, per tutti gli uffici individuati come aree a rischio corruzione, il comune di Latisana prevede la rotazione degli incarichi, per evitare che possano consolidarsi delle posizioni “di privilegio” nella gestione diretta di determinate attività e poi l'organizzazione di un'attività di formazione rivolta a tutto il personale ma diversificata in base alle attività assegnate, coinvolgendo in tale attività anche gli amministratori.

FONTE: MessaggeroVeneto - 04 Febbraio 2017


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LATISANA. Tradizionale spartizione di contributi alle associazioni di Latisana. Nell'ultima riunione dell'anno, lo scorso 27 dicembre, la Giunta comunale ha deliberato l'erogazione di circa 40 mila euro alle associazioni e agli enti operanti nel territorio comunale. Suddivise fra associazioni con finalità culturali,sportive e aggregativo sociali, 42 fra enti e associazioni hanno così ottenuto un sostegno alla propria attività istituzione, «deciso – specifica la delibera votata dalla Giunta – in considerazione del riconosciuto interesse pubblico dell'attività svolta e concesso esclusivamente per il perseguimento dei fini istituzionali dei sodalizi».

Qualche associazione ha ottenuto un doppio contributo, come il circolo del tennis inserito sia nell'elenco con finalità culturali per 2.600 euro che che in quelle con finalità sportive per 1.000 euro. O come la società di Volley destinataria di un contributo nel settore sport per 2.500 euro e come ente con finalità aggregative e sociali per altri 1.100 euro. E ancora la società di tennis tavolo, 500 euro per lo sport e 400 per le attività culturali.

La Giunta ha poi concesso un sostegno a tutti i Gruppi Alpini, alle corali, ai comitati delle Foghere, a tutte le discipline sportive, alle associazioni d'Arma e di volontariato sociale, alle parrocchie, alla Caritas, ai donatori di sangue, agli scout, al circolo giovanile di Gorgo, alla Pro Loco (oltre 6 mila euro) e all'associazione Noi Operatori di Aprilia Marittima (1.200 euro).

FONTE: MessaggeroVeneto - 3 Gennaio 2017


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Fedriga e Pegorer sono i più produttivi tra parlamentari Studio di Openpolis. I meno produttivi sono invece Giorgio Brandolin tra i 12 deputati e Bernabò Bocca tra i sette senatori

UDINE. Massimiliano Fedriga della Lega Nord per la Camera e Carlo Pegorer del Pd per il Senato sono i parlamentari del Friuli Venezia Giulia più produttivi.

E, considerando i parlamentari di tutta Italia, Fedriga si classifica al secondo posto, Pegorer al decimo. I meno produttivi sono invece rispettivamente Giorgio Brandolin tra i 12 deputati regionali (504/o su scala nazionale) e Bernabò Bocca tra i sette senatori (306).

Lo riporta uno studio di Openpolis relativo alla XVII Legislatura, precisamente dal marzo 2013 al 21 novembre scorso, in cui analizza in generale la produttività parlamentare.

L'indice di produttività non considera il numero di presenze in aula o l'attività stessa del parlamentare ma viene stabilito attribuendo a ciascun parlamentare un valore numerico per ogni atto presentato in Parlamento o di cui è stato relatore.

Per ciascun atto si considera tipologia, consenso ricevuto, iter e partecipazione del parlamentare ai lavori.

Alla Camera dopo Fedriga e prima di Brandolin sono più produttivi Walter Rizzetto (Fdl; 73), Serena Pellegrino (Si-Sel; 89), Gian Luigi Gigli (Ds-Cd; 117), Aris Prodani (Misto; 137), Ettore Rosato (Pd; 163), Giorgio Zanin (Pd; 164), Paolo Coppola (Pd; 224), Tamara Blazina (Pd; 278), Sandra Savino (FI-Pdl; 320), Gianna Malisani (Pd; 425).

Al senato, invece, tra Pegorer e Bernabò Bocca si classificano Alessandro Maran (Pd; 34), Francesco Russo (Pd; 62), Lorenzo Battista (Aut-Psi; 129), Lodovico Sonego (Pd; 237), Laura Fasiolo (Pd; 259).

FONTE: MessaggeroVeneto - 26 dicembre 2016

Fedriga e Pegorer sono i più produttivi tra parlamentari
APRI

LEGGI anche: Openpolis - Parlamento 28 Dicembre 2016


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LATISANA. Un assessore “retrocede” a consigliere delegato. Un non eletto entra in Giunta come assessore esterno. Due consiglieri di maggioranza non condividono l'operazione e danno vita a un nuovo gruppo consiliare.

Il tutto a sei mesi dalle elezioni. Un terremoto per la maggioranza del sindaco di Latisana, Daniele Galizio, invitato durante i lavori del consiglio comunale, a convocare a breve una nuova seduta, per una verifica degli equilibri di maggioranza: «un obbligo per chi ha vinto le elezioni per soli 14 voti su migliaia di elettori» ha detto il capogruppo di Fratelli d'Italia, Lanfranco Sette, ricordando che così come stanno le cose adesso la “partita” vede i consiglieri comunali 10 a 10.

La decisione di aprire la Giunta all'esterno Ferruccio Casasola, nominato assessore ai lavori pubblici e al contempo ridurre il ruolo dell'assessore alla salute, Claudio Massarutto, a una delega da consigliere, ha provocato prima di tutto la nascita del gruppo Alleanza per Latisana, con la fuoriuscita di due consiglieri, dichiaratamente contrari all'operazione, dal gruppo Un'Altra Latisana, la lista nel quale è stato eletto l'assessore alla salute e nella quale era candidato il nuovo assessore.

Alla richiesta di valutazione degli equilibri di maggioranza avanzata da FdI, si è associata anche Forza Italia. E in aula il capogruppo, Salvatore Benigno, ha ribadito che l'operazione non fa altro che confermare l'inutilità da sempre sostenuta da Forza Italia della delega alla salute. La Lega Nord, per voce della capogruppo Maddalena Spagnolo, si è detta delusa, perché l'assessore Casasola non rappresenta il nuovo.

FONTE: MessaggeroVeneto - 21 Dicembre 2016


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Fontanini Panontin: tre mesi in più per dare garanzie al territorio. Fontanini: apertura parziale, ma apprezzabile

Sul filo di lana la Regione accorda alla Provincia di Udine la proroga tre mesi nella gestione delle scuole.

Uno slittamento che riguarda anche le Province di Pordenone, Gorizia e Trieste, ma in questo caso la presenza del commissario affida comunque la materia alla Regione. «Questi tre mesi debbono servirci a dare sicurezza e garanzia al territorio e trovare la migliore soluzione – premette l’assessore alle Autonomie locali, Paolo Panontin –. Se il territorio dovesse manifestare l’idea che non ce la fa a svolgere la funzione, ce lo dirà e troveremo soluzioni alternative», è l’avvertimento.

Un’apertura parziale, ma comunque apprezzabile – afferma il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini –, poichè è stato dato ascolto alle richieste dei sindaci che sono stati momentaneamente sollevati da nuove e complesse incombenze.

Nei prossimi tre mesi, dunque, sarà sempre la Provincia di Udine a controllare i plessi, a intervenire per le manutenzioni e le riparazioni. Sono un centinaio gli edifici scolastici di proprietà in gestione, a questi se ne aggiungono quasi una trentina in affitto per 22 mila studenti accolti. «Un patrimonio molto vasto, dalla montagna al mare, di cui continueremo a occuparci con molta attenzione», garantisce l’assessore all’Edilizia scolastica Carlo Teghil. Proprio ieri la Provincia di Udine ha terminato la sostituzione di una settantina di serramenti all’istituto Zanon per un investimento di 500 mila euro. «Un lavoro importante portato a termine nell’arco di pochi mesi - specifica Teghil - che valorizza la scuola, i docenti e gli allievi».

Un’altra vittoria incassata da Fontanini, dopo la prevalenza di no al referendum e la conseguente bocciatura della riforma costituzionale che cancellava le Province. Ma Panontin è pronto a giurare che lo slittamento non ha alcun collegamento con l’esito delle consultazioni. «Ormai le Province sono scatole vuote, anche quella di Udine - sottolinea -. Il personale trasferito ammonta a oltre 800 unità, abbiamo declinato anche in accordi con i sindacati le modalità per il trasferimento del personale di staff, quello cioè che resterà in Provincia fino all’esaurimento delle funzioni dell’ente. Il quadro complessivo è chiaro e netto».

FONTE: MessaggeroVeneto - 20 Dicembre 2016


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Appello dei medici di base: ospedale sempre più povero - da Valvasev

appello-dei-medici-di-base Latisana: i professionisti del Distretto ovest scrivono a Serracchiani, Telesca e Aas2 «Continuo indebolimento di servizi e funzioni e scarsa valorizzazione di chi opera»

Schierati a sostegno dell'ospedale della Bassa occidentale e contro la direzione generale dell'Aas 2. Sono i medici di base dei distretti sanitari di Latisana e San Giorgio di Nogaro (a eccezione dei medici di medicina generale aderenti al sindacato Smi) che in una lunga lettera inviata alla Governatrice della Regione, Debora Serracchiani, all'assessore alla salute, Maria Sandra Telesca e al direttore dell'azienda 2, Giovanni Pilati, si dicono per nulla rassicurati dalle nota inviate dalla direzione e dai comunicati della Regione, «quando i fatti e le azioni intraprese, o ancor meglio non intraprese, nei confronti dell'ospedale di Latisana, stanno dimostrando nella sostanza, il contrario di quanto si continua ad affermare».

«Ci sembra – scrivono i medici – che la vera mission della nuova azienda, più che la cura della salute dei cittadini attraverso la ricerca della qualità di chi vi opera e della sinergia/collaborazione tra medici del territorio e ospedalieri (qualità e sinergia che erano presenti da sempre, ma che ora vengono più ostacolati che favoriti) sembra piuttosto essere l’applicazione tempestiva e letterale di qualsiasi percorso burocratico o amministrativo venga intrapreso».

Ciò che i medici di medicina generale del distretto ovest manifestano con la loro lettera è una forte preoccupazione «per il continuo impoverimento di servizi e funzioni che sta colpendo l'ospedale di Latisana e per l'atteggiamento di scarsa valorizzazione dei professionisti che hanno in questi anni operato, a servizio della comunità».

Riassumendo quanto accaduto negli ultimi tempi i medici ricordano che «sono stati improvvidamente sospesi reparti e funzioni fondamentali per il territorio, quali la pediatria e l'ostetricia. E a breve, come recentemente comunicato, anche la ginecologia. Le attività di terapia antalgica sono state più che dimezzate, nonostante l'incremento delle patologie cronico degenerative. E per quanto riguarda l'otorinolaringoiatria, senza nulla togliere all'impegno e al lavoro dei medici Orl che tutt'ora lavorano all'ospedale, con la soppressione della funzione di Struttura operativa complessa, è venuto meno il riferimento locale ed extra regionale per quello che era fino a pochi anni fa su un centro di eccellenza».

A tutto ciò si aggiunge quella che i medici definiscono una scarsa considerazione per i professionisti in servizio all'ospedale di Latisana, con il risultato che «un valido urologo, avrebbe già le valigie pronte per portare il suo contributo professionale a un altro territorio – lanciano l'allarme i medici di base – così come il primario del pronto soccorso».

FONTE: MessaggeroVeneto - 19 Febbraio 2017


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Pubblicato il 21/02/2017 @ 20:58  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Via Volton, ultimatum di Latisana alla Regione - da Valvasev

via-volton Il sindaco sull’unica direttrice per Bibione: deve intervenire, altrimenti la chiudo per motivi di sicurezza

LATISANA. Ultimatum alla Regione: o entro maggio si interviene su via Volton, l'unica direttrice per Bibione, dall'uscita del casello autostrada, o il Comune di Latisana, al momento titolare della strada, la chiude al traffico per motivi di sicurezza.

Dopo aver atteso invano per mesi che la Regione prendesse atto della richiesta formulata dal Comune, per la presa in carico di una strada che il sindaco Daniele Galizio definisce «al limite della sicurezza», se entro l'avvio della stagione turistica non sarà possibile intervenire per la sua sistemazione, è intenzione del Comune di Latisana interdirne il passaggio. Non a un transito qualsiasi, ma al traffico turistico da e per Bibione e proveniente da Lignano Riviera.

Via Volton – è categorico il Comune - così com’è non può affrontare un’altra stagione turistica: lo confermano anche le diverse richieste di risarcimento danni che l'ente ha ricevuto negli ultimi mesi, a firma di turisti, soprattutto stranieri, che percorrendo quel tratto di strada che collega la strada regionale 354 Latisana-Lignano alla strada provinciale 75 San Michele al Tagliamento-Bibione, hanno subito danneggiamenti alle loro auto.

Ma la sistemazione della strada è parecchio onerosa e assolutamente fuori dalla portata delle casse comunali: non si tratta di procedere con una semplice asfaltatura, ma va rifatto completamente il fondo dei circa 800 metri di rettilineo, fra l’immissione alla rotonda della 354 e il ponte sul Tagliamento. Un intervento stimato in oltre 200 mila euro.

«Questa amministrazione comunale sta provvedendo da tempo, al fine di garantirne la percorribilità in sicurezza, con interventi di ripristino localizzati e con l’installazione di adeguata segnaletica stradale – ci tiene a sottolineare il sindaco Galizio – ma dopo la realizzazione del casello autostradale di Ronchis e della rotatoria in località Picchi sulla Sr 354, quella che era un tempo una viabilità interessata da un traffico prevalentemente locale, ora viene percorsa più che altro da veicoli diretti alla località turistica di Bibione, con un notevole incremento di traffico. Con il risultato che via Volton sarà anche una strada comunale, ma i grandi flussi che la percorrono sono sovra comunali, anzi internazionali. E così com'è via Volton non dà certo un’immagine turisticamente positiva».

«L’incremento del numero di veicoli in transito ha comportato anche un rapido e inesorabile degrado, sia del manto di usura che del cassonetto di fondazione – è quanto il sindaco di Latisana intende evidenziare, nei prossimi giorni, alla Regione chiedendo che la competenza sulla strada non sia più comunale – a questo punto diventa fondamentale un sostegno regionale, avviando le procedure per una sua riclassificazione e per la conseguente presa in carico della stessa».

FONTE: MessaggeroVeneto - 18 Febbraio 2017


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Pubblicato il 19/02/2017 @ 22:43  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Latisana, stop ai richiedenti asilo Il sindaco: no a questo piano - da Valvasev

Daniele Galizio No profughi Galizio risponde alla Prefettura e indica l’indisponibilità ad aderire ai progetti Sprar provinciali «La proposta formulata da Zappalorto non rispetta i contenuti dell’accordo tra Anci e Viminale»

LATISANA. No ai rifugiati. Il Comune di Latisana, ancora una volta, non dà la propria disponibilità all’accoglienza dei migranti richiedenti asilo. E alla nota inviata qualche giorno fa dal prefetto di Udine, Vittorio Zappalorto, il sindaco Daniele Galizio ha risposto con una doppia negazione, perché in disaccordo con il piano dell’accoglienza diffusa e per l’indisponibilità di strutture adatte a ospitare i migranti.

Ieri, in una comunicazione quanto mai telegrafica, il Comune di Latisana ha risposto alla nota della Prefettura comunicando che «questa amministrazione non intende aderire ai progetti Sprar, sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati», ricordando nella frase successiva «l’assenza della disponibilità di nostri immobili da destinare a tale accoglienza».

Poche parole per chiarire la posizione del Comune e che il sindaco Daniele Galizio, raggiunto telefonicamente ha integrato così: «Quella contenuta nella nota della Prefettura è una proposta che non rispetta i contenuti dell’accordo sottoscritto fra l’Anci e il Viminale».

Come ci ha spiegato lo stesso sindaco la questione è legata al numero di rifugiati destinati al Comune di Latisana e che la Prefettura indica in un totale di 51 persone, «ma l’accordo fra l’associazione nazionale dei Comuni e il Ministero dell’Interno ha fissato un parametro di calcolo pari a 2,5 migranti ogni mille abitanti che nel caso di Latisana porta a un totale di 33 persone e non 51 come scrive la Prefettura».

Che sempre nel prospetto inviato dalla Prefettura di fatto scendono a 44 perché 7 sono già ospiti di strutture private.

Il realtà lo stesso Ministero degli Interni – rende noto la Prefettura – piuttosto che utilizzare i Cas, centri di accoglienza straordinari, utilizzando appartamenti e case di privati, messe a disposizione delle organizzazioni che gestiscono l’accoglienza a fronte di un affitto, predilige il sistema Sprar, con il coinvolgimento delle amministrazioni locali, «quale forma strutturata per realizzare un’accoglienza diffusa che esca dalla straordinarietà e che tenga conto, allo stesso tempo, delle variegate situazioni territoriali, senza che si creino squilibri e disomogeneità».

Dal monitoraggio compiuto lo scorso mese di gennaio dalla Prefettura friulana, tenendo in considerazione l’intero ambito provinciale, è emerso che ben 87 comuni della provincia di Udine sono privi di posti sia Sprer che Cas (nella Bassa Friulana è il caso di Cervignano del Friuli, Palazzolo dello Stella, Precenicco, Marano Lagunare e San Giorgio di Nogaro), 18 non hanno posti Sprar ma hanno Csa, comunque in numero inferiore a quelli previsti dal piano nazionale (e in questa casistica rientra Latisana per i 7 ospitati da due privati).

E ancora: 27 comuni pur non avendo in atto il sistema di protezione di rifugiati hanno posti di accoglienza straordinari in numero superiore a quelli previsti (per esempio Lignano Sabbiadoro che ne ha 70 a fronte di un’assegnazione di 26) e infine due comuni hanno migranti accolti con entrambe le formule ma in numero inferiore a quello che prevede la Prefettura.

FONTE: MessaggeroVeneto - 17 Febbraio 2017


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Pubblicato il 18/02/2017 @ 10:15  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Centri commerciali e impatto sulla città: serata del M5S - da Valvasev

LATISANA. Rimettiamo il commercio al centro. Dell'attenzione ma anche nel centro storico dei paesi: il Movimento 5 Stelle del Friuli Venezia Giulia, da sempre contrario alla grande distribuzione propone per domani sera alle 20 nella sala conferenze del centro Polifunzionale di Latisana, un incontro pubblico per parlare del consumo del suolo legato all'insediamento dei centri commerciali e dell'impatto che la grande distribuzione ha sul tessuto economico dei paesi.

Una serata informativa che vedrà la partecipazione del capogruppo del M5S in consiglio regionale, Cristian Sergo, del consigliere comunale Cinque Stella di Latisana, Loredana Pozzatello e del presidente di Legambiente circolo “Fabiano Grizzo” di Pordenone, Renato Marcon.

«Durante l'incontro – fa sapere in una nota il Movimento 5 Stelle – si parlerà anche del centro commerciale che dovrebbe sorgere poco distante dal nuovo casello autostradale e per questo sono stati invitati anche il sindaco di Latisana, Daniele Galizio e i rappresentanti dell’attuale Giunta comunale»

l Friuli Venezia Giulia risulta in testa alle classifiche nazionali per superficie occupata dalla grande distribuzione commerciale: ogni 1.000 abitanti 687 metri quadrati (dato del 2015) contro una media nazionale di 372 metri quadrati per abitante.

FONTE: MessaggeroVeneto - 15 Febbraio 2017


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Pubblicato il 16/02/2017 @ 14:20  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Strada per il mare: ecco i progetti per le tre rotatorie - da Valvasev

rotatorie-latisana Saranno presentati al Polifunzionale. Si parte da Paludo, per proseguire con Gorgo e Pertegada

LATISANA. Tutto pronto per partire con i lavori delle rotonde sulla Strada Regionale 354, le tre che ancora mancano e che entro il 2017 Fvg Strade è pronta a cantierare, partendo da Paludo e a seguire con Gorgo e Pertegada, la più complessa che sarà completata nel 2018.

E alla fine le opere accessorie chieste e ottenute dall'amministrazione comunale di Latisana rappresentano un importante impegno economico per la Regione tanto che i progetti definitivi delle rotonde, che saranno presentati questa sera alle 20.30 durante un incontro pubblico organizzato al centro Polifunzionale, prevedono un investimento superiore rispetto alla prima bozza progettuale del 2012.

«Su tutte e tre le rotonde abbiamo ottenuto di sistemare, a opera e soprattutto a spesa di Fvg Strade, i sotto servizi tutti vecchi e obsoleti, cosa che con i fondi del Comune non saremmo mai riusciti a realizzare – anticipa con soddisfazione il sindaco di Latisana, Daniele Galizio – e ci tengo a precisare che rispetto a prima la Regione non risparmia, anzi, le tre rotonde costano più di prima, con una serie di opere in aggiunta che non erano previste». La pista ciclabile a Paludo, le fermate dei pullman a Gorgo, ciclabile, banchine e sottopasso a Pertegada.

I dettagli dei tre progetti e delle analisi tecniche sulla messa in sicurezza delle intersezioni, saranno illustrati questa sera al Polifunzionale, dall'assessore alle infrastrutture e territorio della Regione, Mariagrazia Santoro e dal presidente di Fvg Strade, Giorgio Damiani.

«A Fvg Strade e alla Regione, durante i numerosi incontri, abbiamo chiesto la massima attenzione, nei confronti degli interventi di messa in sicurezza e di fruibilità da parte dell'utenza cosiddetta debole. E in tutti e tre gli interventi – spiega ancora il sindaco Galizio - quindi non solo a Gorgo, dove abbiamo ottenuto in più sui lavori la realizzazione delle opere di scolo delle acque meteoriche, in una zona soggetta spesso ad allagamenti, in accordo con il Consorzio di Bonifica, ma anche a Paludo e Pertegada dove le rotonde, rispetto ai progetti originali, ora prevedono delle importanti opere di completamento come piste ciclabili e marciapiedi».

E a quanto pare, questa sera, dallo stesso assessore regionale Santoro arriverà anche un chiarimento rispetto ai dubbi sollevati dal gruppo consiliare di Forza Italia, circa l'impossibilità di andare a modificare un progetto definitivo senza tornare indietro nell'iter procedurale fino agli elaborati preliminari.

Un'azione che invece è resa possibile dalle competenze del Commissario straordinario per la terza corsia che si allargano fino alla Sr 354. E proprio la presenza del commissario fa venir meno la necessità di un aggiornamento del piano regolatore comunale che sarà attualizzato alle rotonde, una volta completate.

FONTE: MessaggeroVeneto - 15 Febbraio 2017


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Pubblicato il 16/02/2017 @ 14:15  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Otorino, botta e risposta tra sindaco e ospedale - da Valvasev

Latisana: sotto i riflettori la mancanza di una Struttura organizzativa complessa, mentre funziona l’ambulatorio

LATISANA. Cresce di intensità e nei toni, il botta e risposta a distanza, fra i sindaci dell’Uti Riviera e l’azienda sanitaria, fra chi sostiene che all’ospedale di Latisana continuano a esserci tagli nei servizi e chi afferma il contrario. Alla fine magari, come nel caso dell’otorinolaringoiatria a far la differenza è solo la terminologia usata perché quando il sindaco di Latisana, Daniele Galizio precisa che a mancare e una “Soc”, Struttura organizzativa complessa di Orl, anche il direttore del dipartimento, Giorgio Pagliaro, concorda. «Fin dagli anni 80 la scelta di posizionare un reparto di Orl con equipe autonoma, ha fatto di Latisana un punto di attrazione regionale ed extraregionale anche per patologie complesse, solo dopo una recente modifica organizzativa l’attività di Orl oggi si trova a essere una funzione svolta saltuariamente, come depandance della Soc dell’ospedale di Monfalcone», scrive il sindaco di Latisana in uno scambio di mail con Pagliaro. Il direttore dell’Orl degli ospedali di Molfalcone, Gorizia, Latisana e Palmanova, in una nota «concorda con la storia del reparto Orl di Latisana», ricordando poi che «l’avvio alla chiusura della Soc di otorinolaringoiatria è avvenuto nel 2011 quando di comune accordo la politica regionale e il management aziendale han deciso di sospendere le procedure concorsuali già avviate per la sostituzione del dottor Mattotti, pensionando. Da quel passo qualsiasi riforma avrebbe portato alla non riproposta di una direzione di Soc».

Il direttore Pagliaro ricorda che tuttora, all’ospedale di Latisana, prosegue l’attività di Orl «espletata in forma ambulatoriale e in regime di degenza chirurgica – spiega – . Questo va detto nel rispetto del lavoro svolto dai miei collaboratori, da tutto il personale sanitario oltre che dal sottoscritto in favore della popolazione afferente dal territorio della Bassa Friulana e non solo». Nello specifico attività di ricovero ospedaliero, di day hospital, di gestione degli interventi chirurgici, attività ambulatoriale quotidiana dalle 8.30 alle 16, piccoli interventi il venerdì dalle 9 alle 12 e per urgenze il sabato mattina.

Anche la direzione aziendale prende posizioni rispetto a quanto sostenuto dal Comune di Latisana circa una riduzione del servizio di urologia a favore dell’ospedale di Gorizia: «Nel presidio unico di Palmanova e Latisana l’azienda garantisce le funzioni urologiche attualmente svolte, sia a livello ambulatoriale, che di day surgery e ricovero ordinario. Non è quindi prevista nessuna variazione dei livelli assistenziali attualmente erogati». «Al direttore generale rispondo – scrive il sindaco Galizio – che si continua a voler nascondere ciò che, a questo punto, ci potrebbe sembrare una strategia di indebolimento dell’ospedale di Latisana, che continua nei vari settori».

FONTE: MessaggeroVeneto - 15 Febbraio 2017


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Pubblicato il 16/02/2017 @ 14:11  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Ospedale depotenziato: ora è a rischio urologia - da Valvasev

L’allarme del consigliere delegato Massarutto: Latisana perde pezzi Il Comune rivendica la qualità del servizio e l’utilizzo dell’innovativa tecnica 3D

LATISANA. L’ospedale di Latisana è come un vecchio mosaico che continua a perdere tasselli.

Dopo l’allarme lanciato sabato dagli undici sindaci dell’Uti della Riviera, circa il taglio subito da alcuni servizi all’interno del presidio, è arrivata la decisione della direzione generale dell’Azienda 2 Bassa Friulana-Isontino di spostare il baricentro del servizio di urologia sull’ospedale di Gorizia, acquisendo per questo un consulente esterno.

«E questo nonostante le rassicurazioni della Regione di creare all’ospedale di Latisana un polo di riferimento chirurgico, urologia compresa». Il nuovo allarme lo lancia a nome del Comune di Latisana, il consigliere delegato alla salute, Claudio Massarutto, ricordando come entrambi gli ospedali della Bassa, Latisana e Palmanova, da anni eseguano quegli interventi con tecniche laparoscopiche e mini invasive che ora la direzione vuole dirottare su Gorizia, lasciando la sola funzione ambulatoriale ai due presidi della Bassa: «Un ulteriore tentativo di impoverimento e sottrazione di funzioni al versante aziendale della Bassa Friulana – sottolinea Massarutto – per spostare i pazienti su un versante aziendale che non è mai stato riferimento per il nostro territorio e distante anche 70 chilometri da alcuni comuni.

È chiaro ed esplicito l’intento aziendale di promuovere a centro Hub l’urologia di Gorizia, lasciando alla parte aziendale dell’ex Ass 5 negli ospedali di Latisana-Palmanova solo una funzione urologica minore, consistente in attività ambulatoriale e piccoli interventi di chirurgia day-surgery; andando per altro ad accorpare all’interno dell’organico di Gorizia gli attuali urologi della Bassa Friulana – spiega nel dettaglio in una nota il consigliere delegato che è anche medico della medicina generale -. Ci lascia alquanto increduli e con non poco rammarico, notare che la Direzione aziendale non metta in evidenza e non riconosca la funzione svolta dall’urologia degli ospedali di Latisana e Palmanova. È ormai routine da diversi anni il fatto che il trattamento delle patologie urologiche anche complesse e oncologiche nei due ospedali, presidio unico, sia eseguito con metodiche innovative e mini-invasive, essendo stati già eseguiti oltre 150 interventi per tumore alla prostata-rene e vescica con metodiche esclusivamente laparoscopiche e con ottimi esiti e risultatati.

E da 6 mesi è in uso a Latisana la nuova tecnologia laparoscopica 3D, la quale si avvicina molto alla chirurgia robotica grazie alla tridimensionalità del campo operatorio. E in regione i centri che hanno incominciato a sviluppare e utilizzare questa nuova metodica 3D sono pochissimi».

FONTE: MessaggeroVeneto - 14 Febbraio 2017


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Pubblicato il 16/02/2017 @ 14:07  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina
 
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