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tribunale del riesame di Udine Rigettato il ricorso che puntava ad annullare l’ordinanza del Riesame favorevole agli avvocati accusati d’infedele patrocinio

Bene ha fatto il tribunale del riesame di Udine, con l’ordinanza del 13 luglio, ad annullare le perquisizioni e i sequestri che la Polizia giudiziaria aveva eseguito il 23 giugno negli studi e nelle abitazioni di due avvocati del Foro friulano, nell’ambito dell’inchiesta in cui risultano indagati per l’ipotesi di reato di concorso in infedele patrocinio. È quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con il provvedimento che, l’altra sera, ha rigettato il ricorso proposto dalla Procura contro la decisione dei giudici udinesi. La notizia, prontamente rimbalzata sul web, rappresenta il secondo punto a favore dell’Avvocatura, che sulla vicenda si era mobilitata dal nord al sud del Paese, tra manifestazioni di solidarietà ai colleghi e appelli all’inviolabilità del diritto alla difesa.

L’inchiesta

Coordinata dal pm Elena Torresin, l’inchiesta è alimentata dall’ipotesi per cui gli avvocati Pier Aurelio Cicuttini e Maddalena Spagnolo abbiano concordato di far avvalere della facoltà di non rispondere in un interrogatorio la donna che il legale difende, in un procedimento in cui è accusata del presunto favoreggiamento del marito, che è assistito dalla collega e che in precedenza era stato allontanato dalla casa familiare per maltrattamenti sulla coniuge e i loro figli minorenni. Chiamato a valutare la legittimità del provvedimento, il Riesame aveva ritenuto non ravvisabile il fumus del reato, ricordando come la scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere «esplichi un diritto espressamente riconosciuto all’indagato», tanto più se il difensore «non ha ancora un quadro completo della situazione» e se «la comunicazione con l’assistita risulta particolarmente difficoltosa», in quanto straniera e analfabeta. Nelle intercettazioni telefoniche prodotte dalla pubblica accusa, il marito aveva detto alla moglie di averla chiamata su indicazione dei legali, per spiegarle nella loro lingua che non avrebbe dovuto rispondere alle domande degli inquirenti.

I timori per le parti offese

Nel ricorrere per Cassazione, il pm ha censurato Cicuttini per «avere patrocinato posizioni tra loro difficilmente conciliabili: a tutela del diritto all’integrità psicofisica delle persone offese, nonchè degli interessi della donna, indagata proprio per aver negato la sussistenza dei maltrattamenti». Quanto ai contatti con l’avvocato Spagnolo, la cui «ingerenza – per il pm – inevitabilmente pare avere inquinato la condotta difensiva di Cicuttini», non di mere interlocuzioni si sarebbe trattato, bensì «di un accordo che mirava a far sì che la donna “stesse zitta”, senza interpellarla nelle proprie determinazioni». E se il Riesame aveva sottolineato come «è lo stesso codice deontologico forense che suggerisce scambi di informazioni tra avvocati», il pm ha ritenuto di escludere dal novero delle forme ammese «gli accordi tra difensori di parti contrapposte, per concertare la strategia difensiva di uno dei due».

L’arringa 

È stato il professor Tullio Padovani, difensore con l’avvocato Enrico Bulfone della collega Spagnolo, ad argomentare davanti agli ermellini della sesta sezione i motivi della propria assistita e dell’avvocato Cicuttini, assistito invece dagli avvocati Nicoletta Menosso e Raffaele Conte. «La scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere – ha osservato – rappresentava l’unica opzione difensiva ragionevolmente percorribile, per non pregiudicare gli interessi dell’assistita». Dal che ne discende «l’assoluta inconsistenza» dell’accusa di «istigazione» mossa alla collega Spagnolo. E se la contestazione dell’«accordo illecito si basa esclusivamente sull’interpretazione di due conversazioni telefoniche», per Padovani è proprio la prima intercettazione a chiarire come fosse stata la difficoltà di capire l’italiano «la finalità dei contatti tra i coniugi prima dell’interrogatorio». Da qui, la conclusione del difensore, secondo cui «l’inferenza di un accordo collusivo derivi da un’interpretazione pretestuosa del brano di conversazione». Quanto al presunto «nocumento» arrecato da Cicuttini ai propri clienti, il difensore l’ha liquidato come il frutto di «una sequela congetturale» del pm. Per il rigetto del ricorso si era espresso anche il procuratore generale.

La Camera penale friulana

«Giustizia è stata resa ai colleghi, oggetto di un’iniziativa tanto pregiudizievole quanto infondata», ha commentato l’avvocato Conte, nella veste di presidente della Camera penale friulana, ringraziando Ucpi, istituzioni dell’Avvocatura e il professor Padovani, «che ha messo la propria professionalità al servizio della causa spontaneamente e gratuitamente». Con la sua decisione, secondo Conte, «la Suprema Corte ha all’evidenza inteso ribadire che esiste un perimetro costituzionalmente garantito del diritto di difesa, la coniugazione del quale spetta solo al difensore nel rapporto con il suo assistito, così “certificando” definitivamente e incontrovertibilmente il grave errore commesso».

Il procuratore

«Eravamo convinti di avere interpretato in maniera corretta i fatti e le prove che giustificavano il nostro provvedimento». Il procuratore Antonio De Nicolo spiega così la recisione di ricorrere. «Leggeremo con attenzione la motivazioni – ha aggiunto – con la consapevolezza che dalla Cassazione c’è sempre da imparare». Nel ricordare come l’unica sede in cui la vicenda vada trattata sia quella processuale, De Nicolo ha ribadito la convinzione «mia e di tutto l’ufficio, che la collaborazione tra avvocati e magistrati, che questa vicenda non ha affatto rallentato, dovrà proseguire, quale caposaldo del principio costituzionale del giusto processo».

FONTE: MessaggeroVeneto - 02 Febbraio 2018


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salvini-fedriga Il leader leghista concorda con il capogruppo alla Camera sulla corsa al voto in Fvg: «No alle spartizioni. La candidatura di Fontanini a Udine non influirà sulla decisione»

TRIESTE «Max è una delle migliori risorse che abbiamo». Matteo Salvini lo ripete: non c’è nessuna intenzione di fare passi indietro. Massimiliano Fedriga rimane la carta che la Lega Nord vuole giocare in Friuli Venezia Giulia per conquistare tutto il Settentrione. Una candidatura ribadita, «indipendentemente da quella di Pietro Fontanini a Udine», spiega Salvini, nell’attesa di un confronto con gli alleati da programmare la prossima settimana. In via Bellerio, al consiglio federale della Lega, Fedriga assicura che non si è parlato di nomi, non ancora. Tanto meno delle regionali Fvg. «L’urgenza, per adesso, è quella del programma: il nostro è in fase di chiusura», dice il capogruppo alla Camera.

Di candidature, in primis per le politiche, visto il calendario, si discuterà sempre in casa leghista il 13 gennaio, giorno in cui saranno convocati segretari regionali e provinciali di tutta Italia. Per Salvini si tratterà nel contempo di trattare sul tavolo della coalizione. «Oggi (ieri, ndr) chiamerò Silvio Berlusconi – è l’annuncio del segretario leghista –; vedremo nei prossimi giorni di entrare nel merito prima del programma e poi di tutto il resto». Detto che «il centrodestra è vicino al 40% e vincerà le elezioni del 4 marzo, con una Lega trainante», Salvini conferma che ieri non è stato ancora il momento di avviare la definizione delle liste. «È stato fatto il punto della situazione con tutti i dirigenti da Nord a Sud – informa –, ed era presente anche il vertice del sindacato Ugl, con cui abbiamo confermato un accordo di reciproca, lunga e proficua collaborazione, sia in Italia che all’estero». E si è inoltre parlato di autonomia: «Come Luca Zaia, Roberto Maroni è impegnato a portare a casa l’accordo con il governo per l’autonomia di Lombardia e Veneto, dopo i referendum regionali del 22 ottobre. Il tema dell’autonomia – insiste Salvini – ha ormai sfondato e fortunatamente è diventato trasversale. L’accordo si può firmare entro la fine di gennaio. Sarebbe il coronamento di trent’anni di battaglia politica e culturale».

Nel pomeriggio, via telefono, il leader leghista non si sottrae comunque a parlare una volta ancora di Fedriga e della sfida Fvg. Non c’è urgenza, dato che in regione si voterà due mesi dopo rispetto alla convocazione delle politiche, ma Salvini tiene aperta la questione. «Max mi ha aggiornato della situazione generale e della crescita del movimento sul territorio in vista del doppio appuntamento elettorale. Ottima anche la notizia della convergenza degli alleati su Fontanini, una certezza importante che mi riempie di gioia. Sia chiaro però che questa candidatura non avrà conseguenze sulla partita delle regionali, che è un’altra vicenda». Salvini, come già Fedriga nei giorni scorsi, sostiene la linea leghista contraria al manuale Cencelli: nessuna spartizione. «Città per città, regione per regione, sceglieremo le persone migliori. Fontanini è stato ritenuto tale per Udine, e pure per il Fvg ragioneremo su cui chi è il candidato più forte per mandare a casa la sinistra. Fedriga? Assolutamente in pista».

Un ultimo commento riguarda l’ingresso nell’alleanza dei centristi. Salvini, sul tema, non è molto caldo. «Evito di seguire le vicende di quarte, quinte o seste gambe perché non è un problema mio. Penso che un governo possa stare anche su tre gambe, i miei interlocutori sono due: chi vuole fare esperimenti di eugenetica, se ne farà carico». Proprio in queste ore, tuttavia, a centrodestra si sta cercando di chiudere l’intesa tra Udc e Noi per l’Italia di Raffaele Fitto, con il nodo del simbolo: gli ex democristiani non negano di voler convincere le altre forze moderate a utilizzare lo storico scudocrociato. Se accadrà, la questione si riproporrà alle regionali. Con più di qualche faccia storta, probabilmente, visto che a voler fare da coordinatore della quarta gamba centrista c’è un’Autonomia responsabile che non pare intenzionata a cedere terreno.

FONTE: ilpiccolo.gelocal.it - 4 Gennaio 2018


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deturpato-il-monumento-ai-marinai Scritte sulla scultura in parco Gaspari, di fronte al Comando della polizia locale. Il sindaco: «Condanna totale nei confronti di gesti del genere»

LATISANA. Vandali nuovamente in azione a Latisana. E ancora una volta a farne le spese è un monumento, a conferma della totale assenza di rispetto e senso civico da parte di chi passa il tempo a danneggiare il bene comune.

Qualcuno nei giorni scorsi ha imbrattato con scritte e disegni il monumento ai Marinai che si trova in parco Gaspari. Monumento già preso di mira dai vandali diverse volte. «Ma mai così tanto – conferma amareggiato Sergio Fantin, presidente della sezione Anmi di Latisana –. Questa volta hanno davvero esagerato e ripulire la zona presa di mira non sarà semplice, sicuramente dopo aver tolto le scritte saremo costretti a riverniciare una parte della superficie. Sono gesti che ci lasciano molto amareggiati – aggiunge il presidente dei Marinai – perché viene colpito il ricordo dei Marinai caduti in guerra».

Ad accorgersi di quello scempio è stato proprio Fantin, qualche giorno fa, nel corso del suo solito sopralluogo per pulire il monumento da lattine e cartacce. «Il monumento è diventato luogo di ritrovo di giovani e giovanissimi, a qualsiasi ora. Ho chiesto più volte di non lasciare immondizie, ma è inutile. Stiamo valutando l’ipotesi di mettere due cancellini alle estremità del monumento per impedire l’accesso sul retro». Dove appunto i vandali hanno imbrattato la prua della nave che caratterizza il monumento.

Come confermato ieri dal sindaco di Latisana, Daniele Galizio, sono in corso verifiche su alcuni impianti di videosorveglianza presenti nella zona per risalire agli autori del gesto. «Mi sento di esprimere una condanna totale nei confronti di atti del genere, compiuti su monumenti che rappresentano dei valori e parlando di sacrifici».

Da segnalare anche la sfrontatezza di chi ha compiuto il gesto, incurante della presenza a pochi metri del Comando di polizia locale, la cui area esterna è oltretutto controllata da telecamere. «Credo che i responsabili non si rendano nemmeno conto del danno e delle conseguenze dell'azione commessa», aggiunge Galizio. Ma i vandali hanno ormai le ore contante.

Entro fine agosto il Comune di Latisana potrà disporre di una serie di fototrappole che saranno utilizzate per controlli a rotazione. E fra le aree sensibili da sottoporre a controlli ci sono anche i monumenti cittadini. Nel frattempo – come anticipato dal sindaco – saranno incrementati i pattugliamenti a piedi nelle zona del centro definite ambiti sensibili.

FONTE: MessaggeroVeneto - 06 Agosto 2017


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ponte-sul-tagliamento TRIESTE, 30 LUG - Trentotto pile (enormi piloni ognuno dei quali è composto da 8 pali del diametro di 1 metro e mezzo) infissi nel terreno fino a 75 metri di profondità; 1.186 conci (gigantesche strutture dalla forma di trapezio rovesciato) del peso di 90 tonnellate l'uno; due impalcati affiancati lunghi un chilometro e mezzo sul quale passerà l'autostrada. E' la fotografia tecnica del nuovo ponte sul fiume Tagliamento, l'opera più importante del terzo lotto della terza corsia della A4 Venezia-Trieste, il cantiere attivo sul tratto Alvisopoli-Gonars. In parallelo alla costruzione del ponte anche i lavori lungo l'intera tratta - 26 chilometri complessivamente - autostradale dove è previsto l'allargamento a tre corsie proseguono: dalla costruzione del rilevato alla deviazione dei canali necessaria per consentire l'intervento, fino allo spostamento delle interferenze (gas, elettricità, cavi per il trasporto dati).

Man mano che i lavori avanzano viene modificata anche la viabilità sull'autostrada.

FONTE: Friuli v.g. ANSA.it - 30 Luglio 2017
LEGGI anche: lavoro sulla A4 per il nuovo ponte sul Tagliamento - MV. 30-07-2017


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LATISANA. Un nuovo e più ampio orario d’apertura dell’ecopiazzola, operativo da questi giorni e l'avvio di un sistema sperimentale di raccolta “a chiamata”, sono le due novità che il Comune di Latisana ha attivato per contrastare l’incivile fenomeno dell’abbandono dei rifiuti lungo le strade. Non passa giorno che gli operatori dei servizi esterni, ma anche gli stessi cittadini attraverso i social, non segnalino nuovi cumuli di rifiuti, spesso e volentieri i cosiddetti ingombranti, ma anche elettrodomestici, sanitari e qualche volta inerti. E dal fenomeno non è esente nessuna porzione del Comune, capoluogo e frazioni.

In questi giorni è stato reso noto anche attraverso il sito internet istituzionale dell'ente il nuovo orario di apertura del centro di raccolta dei rifiuti urbani di via dei Sabbioni, dove i residentipossono rivolgersi tre mattine alla settimana,il martedì, il giovedì e il sabato, dalle 8 alle 12 e il giovedì pomeriggio dalle 14 alle 17.

Per chi fosse impossibilitato a raggiungere il centro di raccolta, da qualche mese il Comune ha avviato in fase sperimentale un servizio di raccolta degli ingombranti a domicilio.

FONTE: MessaggeroVeneto - 12 Aprile 2017


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Dodici profughi in arrivo a LATISANA. Sindaco a muso duro col Prefetto - da Valvasev

Dodici profughi in arrivo a LATISANA Sono 12 i richiedenti asilo in arrivo a Latisana in via Marconi 167 presso il B&B La Casa di Sara. Il comunicato del Sindaco Daniele Galizio:

Abbiamo ricevuto notizia in via non ufficiale dell’arrivo nei prossimi giorni a Latisana di 12 richiedenti asilo in modalità CAS (Centri di Accoglienza Straordinari), migranti che saranno accolti in via Marconi 167 presso il B&B. La Casa di Sara.

Pur nella consapevolezza che il sistema CAS prescinde dal coinvolgimento diretto delle Amministrazioni Comunali, in quanto si tratta di un tipo di accoglienza gestita con altre modalità, ritengo doveroso un passaggio comunicativo da parte del Prefetto di Udine, Vittorio Zappalorto. Queste persone si insedieranno nella nostra cittadina e ciò implica conseguenze anche sul piano pratico, e il nostro Comune ne è direttamente interessato.

Pertanto ribadisco la necessità di un rapporto diverso tra la Prefettura di Udine e la nostra Amministrazione, nell’ottica dell’informazione e possibilmente del confronto, in quanto ritengo che la cittadinanza debba essere puntualmente messa a conoscenza della situazione di accoglienza, anche in vista di una possibile progettualità nei confronti dei richiedenti asilo.

Se non fosse stato per la solerzia del Presidente dell’Associazione Mosaico Gilberto Turra, che ha ritenuto di informarmi su quanto sta per accadere, fatto di cui ho tempestivamente relazionato ai Capigruppo in Consiglio Comunale, sia l’Amministrazione sia i cittadini sarebbero rimasti ignari dell’arrivo dei richiedenti asilo nella nostra comunità. È fondamentale tenere conto della sensibilità dei cittadini rispetto alla tematica e agire nell’interesse di un’integrazione positiva, cosa che non è possibile pensare se mancano i fondamentali, ossia la comunicazione tra organi di rappresentanza.

Mi auguro che questa sia l’ultima volta che il Prefetto di Udine ometta di informare l’Amministrazione Comunale su possibili insediamenti di cittadini stranieri richiedenti asilo nel territorio di Latisana, ricordo che già con il precedente Sindaco si era verificata una situazione del tutto analoga, con 7 richiedenti asilo insediati a Latisana in modalità CAS, che continuano a tutt’oggi ad essere ospitati nel centro cittadino.

FONTE: BassaParola - 6 Febbraio 2018


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Pubblicato il 07/02/2018 @ 08:19  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

C’è “Cittadinanza attiva” ma nessuno si è mai offerto - da Valvasev

latisana-p.zza-indipendenza Latisana: non decolla l’albo dei volontari per svolgere piccoli lavori pubblici A due anni dall’istituzione neanche un iscritto. Il sindaco: cambieremo le norme

L’idea era quella di introdurre un albo della cittadinanza attiva, dov’era possibile iscriversi e dare una mano al Comune, svolgendo alcuni lavori pubblici, come manutenzione delle aree verdi, pulizia di fontane, monumenti e marciapiedi. Tutta una serie di piccoli interventi di manutenzione che possono fare la differenza nella cura di un paese. Solo che la città non ha risposto e a più di due anni dall’introduzione del regolamento per la cittadinanza attiva, l’albo di quei volontari che avrebbero dovuto prendersi cura del bene comune è vuoto. Nel sito istituzionale dell’ente nella pagina dedicata alle associazioni l’elenco destinato a quanti si dovrebbero occupare di tutela ambientale, non ha iscritti.

Il Comune di Latisana al fine di alimentare il senso civico nelle persone nel 2015 ha promosso attraverso uno specifico regolamento, la nascita di forme di collaborazione con i cittadini per favorire la cura e la rigenerazione dei beni urbani, intesi come tutti quei beni funzionali al benessere individuale e collettivo, dai parchi pubblici, ai monumenti, dagli edifici di interesse collettivo alle piazze. A tal proposito è stato istituito un albo comunale dei Volontari Urbani al quale si sarebbero dovuti iscrivere gli interessati, specificando di quale bene si sarebbero presi cura fra quelli indicati in un apposito elenco.

L’atteso coinvolgimento dei cittadini però non c’è stato, complice forse un mancato tornaconto diretto, infatti mentre in altri Comuni chi si adopera in operazioni di cittadinanza attiva ottiene sgravi sulle imposte comunali, nel regolamento di Latisana è previsto il solo riconoscimento dell’attività svolta attraverso dei cartelli informativi da collocare nei pressi del bene oggetto di cura, riportando il nome di chi se n’è occupato.

Preso atto che il progetto non è decollato, l’amministrazione comunale ha intenzione di modificare alcuni aspetti del regolamento: «il documento è ancora in fase di revisione – ha confermato ieri sera in una nota il sindaco di Latisana, Daniele Galizio – in quanto ci stiamo preoccupando di redigere un documento organico di più facile applicazione, tenendo conto di tutte le proposte normative e comunque in grado di coinvolgere la cittadinanza. È nostro obiettivo giungere alla stesura di un documento che risponda alle reali esigenze del territorio e nel più breve tempo possibile».

FONTE: MessaggeroVeneto - 03 Febbraio 2018


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Pubblicato il 04/02/2018 @ 13:36  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Riforma sanitaria bocciata dalla Corte dei Conti ... - da Valvasev

serracchiani-sanità-bocciata Serracchiani: “Situazione al limite dell’eversivo”
La presidente della Regione incontrerà il presidente Caruso il 6 febbraio. «La magistratura non deve fare politica e se la magistratura fa politica - ha affermato - la politica deve rispondere»

Una relazione discutibile"
Nel suo “Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica regionale del Fvg per l’esercizio 2017”, i magistrati contabili hanno evidenziato alcune criticità della riforma varata dal centrosinistra nel 2014

Lo ha detto a margine della presentazione dei candidati del Pd in Fvg per le politiche del 4 marzo, la presidente della Regione Debora Serracchiani, e candidata alla camera nel collegio uninominale di Trieste, commentando la relazione della riforma sanitaria da parte della Corte dei Conti.

Venerdì 2 febbraio ho scritto una lettera all'ufficio di presidenza della Corte dei Conti segnalando quello che è accaduto - ha continuato - e mi aspetto che sia il presidente Caruso a spiegare i contenuti, se ci sono, di quel rapporto, in cui non sono indicati dati, indicatori di performance, studi da cui sarebbero stati tratti.

«La magistratura non deve fare politica e se la magistratura fa politica - ha aggiunto - la politica deve rispondere».

La presidente chiederà alla Corte dei Conti che «vengano resi noti gli indicatori di performance, visto che gli studi sono sempre quelli: il Piano nazionale esiti, il rapporto annuale Ambrosetti e lo studio Bersaglio della Scuola Sant'Anna di Pisa».

Sulle strumentalizzazioni della vicenda da parte del centrodestra, Serracchiani ha detto che «è da venerdì che si stanno leccando i baffi, ma posto che sulla riforma della sanità nulla potevano dire, visto che le proposte che stanno facendo sulla sanità sono esattamente quelle che noi abbiamo già fatto noi, come fare una azienda unica sanitaria, e cito Tondo, o migliorare il rapporto tra ospedale e territorio, e cito Riccardi, e visto che lo stesso Fedriga diceva che la nostra riforma non andava smantellata, ma aggiustata rispetto ad alcune criticità.

Evidentemente - ha concluso - la Corte dei Conti ha dato loro quell'assist che non avevano».

FONTE: MessaggeroVeneto - 03 Febbraio 2018
LEGGI anche: riforma-sanitaria-serracchiani-una-relazione-discutibile - MV. 02-02-2018


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Pubblicato il 04/02/2018 @ 08:47  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Casa di riposo, la Lega Nord: «Discutiamone in consiglio». - da Valvasev

casa-di-riposo-la-lega-nord-discutiamone LATISANA. Della nuova casa di riposo si parli al più presto in consiglio comunale, «visto che molti dei presupposti della sua ideazione sono mutati e che il sindaco ha convocato appositamente una riunione dei capigruppo per discuterne, aprendo così alla volontà di condividere i successivi sviluppi».

Lo scrive la Lega Nord di Latisana, in una nota dove la segretaria e consigliere comunale, Maddalena Spagnolo, definisce fuori tempo l’ordine del giorno firmato dal Forza Italia, Fratelli d’Italia e dalla lista civica Il Ponte che qualche giorno fa intervenivano proprio sulla questione. «Tre forze politiche che si definiscono il centro destra di Latisana, allora ci domandiamo – scrive la Spagnolo – dove fosse questo centro destra quando alle ultime elezioni Fratelli d’Italia ha corso contro Forza Italia e la Lega Nord, contrari all’entrata in coalizione di Ezio Simonin della lista Il Ponte. Cos’è successo che sono diventati improvvisamente tutti amici?

La Lega non ci sta. Dopo quanto accaduto alle ultime elezioni il centrodestra di Latisana dovrà dimostrare di esserlo e non solamente darsi il titolo.

La Lega voterà indipendente quanto riterrà utile per la comunità e i cittadini, senza prestarsi a queste farse.

FONTE: MessaggeroVeneto - 01 Febbraio 2018


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Pubblicato il 04/02/2018 @ 07:59  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Latisana, mancano i fondi nuova casa di riposo a rischio - da Valvasev

nuova-casa-di-riposo-a-rischio Non c’è neanche l’autorizzazione all’aumento dei posti letto della struttura Il centro destra presenta un ordine del giorno per discuterne in Consiglio

Manca l’autorizzazione all’aumento dei posti letto e cala la disponibilità economica per affrontare il progetto. È ancora tutta in salita la strada per la nuova casa di riposo di Latisana: un percorso reso più difficile dall’incertezza dei tempi - il riconoscimento dei posti letto è legato al piano regionale di riclassificazione delle case di riposo in fase di definizione - e dalla perdita di valore del patrimonio Toniatti, da utilizzare per i lavori, ormai sceso a 3 milioni e mezzo di euro dai 5 delle prime valutazioni.

Lo ha comunicato il sindaco, Daniele Galizio, nell’ultima riunione dei capigruppo, chiedendo alle forze politiche in Consiglio comunale la massima condivisione rispetto a delle linee di progetto, quelle della “Città della Salute”, votate all’unanimità. Per conoscere i dettagli di quanto illustrato dal sindaco, il centro destra di Latisana, rappresentato da Forza Italia, Fratelli d’Italia e la civica Il Ponte, ha protocollato un ordine del giorno perché di “Città della Salute” si parli ampiamente nel prossimo Consiglio. «Considerati i forti indizi di un totale stravolgimento delle ultime delibere di indirizzo del Consiglio si impone, da parte del sindaco, dei settori opere pubbliche e socio assistenziale e del consigliere delegato alla salute, un’urgente illustrazione dello stato dell’arte del progetto e della sua realizzazione.

Per evitare di spendere soldi, non fosse altro che per la stesura del progetto definitivo, per un’opera dai contorni confusi, dagli obiettivi poco chiari e sostenuta da finanziamenti che rischiano di essere aleatori», scrivono i tre gruppi ricordando che «per il contributo regionale da 3 milioni di euro sono già state chieste proroghe, l’ultima delle quali scaduta a ottobre, data entro la quale il Comune avrebbe dovuto produrre il progetto definitivo che non c’è. E un’ulteriore proroga è stata chiesta ma la risposta ancora manca.

Nessuna certezza nemmeno sull’ampliamento dei posti letto, per ora c’è solo la lettera di un assessore regionale «priva di sufficiente affidabilità amministrativa». «A questo punto si rischia di spendere fondi della Regione e della generosità di un nostro cittadino per clonare la casa di riposo che già abbiamo, mentre il progetto iniziale (che vedeva anche la partecipazione dell'Azienda sanitaria sfilatasi dalla convenzione) aveva altre linee guida, in ragione delle quali il Comune ha già acquisito un immobile

FONTE: MessaggeroVeneto - 30 Gennaio 2018


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Pubblicato il 01/02/2018 @ 00:35  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Crisi in maggioranza, Massarutto lascia - da Valvasev

crisi-in-maggioranza-massarutto-lascia Latisana: il consigliere ha chiesto il congelamento della delega per la sanità

Una richiesta di “congelamento” della propria delega di rappresentante del Comune di Latisana, in materia di salute. Una lettera per chiedere l’esonero a partecipare in qualità di delegato alla salute agli incontri istituzionali che hanno come oggetto la questione sanità. Un documento protocollato a metà dicembre a firma di Claudio Massarutto, medico della medicina generale, consigliere comunale delegato e in precedenza, fino al dicembre 2016, assessore della giunta Galizio, con l’innovativa delega alla salute ideata dal sindaco di Latisana al suo insediamento per avere un ruolo di coordinamento per dei tavoli di lavoro comunali e territoriali.

Una richiesta di esonero che ha avuto come primo effetto la partecipazione, in rappresentanza del Comune di Latisana all’assemblea dei sindaci chiamata a fine dicembre a valutare i contenuti del Pal il piano attuativo locale che rappresenta il documento di programmazione annuale o pluriennale dell’Azienda 2 Bassa Friulana-Isontina, dell’assessore all’urbanistica, Luca Abriola.

Una lettera quella depositata dal consigliere Massarutto prima di Natale i cui contenuti celano qualche difficoltà relazionale all’interno della maggioranza e che adesso il centro destra di Latisana, attraverso i gruppi consiliari di Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e la civica Il Ponte, chiede di poter conoscere. È di ieri mattina la richiesta di accesso agli atti a firma dei quattro capigruppo, Sandro Vignotto, Maddalena Spagnolo, Lanfranco Sette ed Ezio Simonin, alla quale entro pochi giorni il Comune dovrà dare seguito.

Ci è dispiaciuta – commenta il sindaco di Latisana, Daniele Galizio – la richiesta del dottor Claudio Massarutto di essere esonerato dal ruolo di consigliere delegato alla salute. Personalmente lo considero un professionista di livello e anche per questo l’avevo coinvolto direttamente nel frangente della sanità, questione fondamentale per questa amministrazione. Credo – aggiunge il sindaco – e me ne rammarico, che ci siano state delle incomprensioni sul ruolo da lui svolto in termini di partecipazione e possibilità di intervento. Da parte mia ho sempre cercato di coinvolgere, mai di escludere». A complicare dei rapporti già tesi probabilmente anche quanto accaduto nel corso degli ultimi consigli comunali quando, sollecito dalla minoranza e in particolare da Forza Italia a relazionare sull’attività svolta e sulle azioni intraprese nei tavoli istituzionali, al consigliere Massarutto non è stata data la parola.

FONTE: MessaggeroVeneto - 23 Gennaio 2018
LEGGI anche: Massarutto nessuna crisi di maggioranza - MV. 25-01-2018


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Pubblicato il 27/01/2018 @ 00:32  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

È guerra all’aviaria a Latisana: basta fiere-mostre con volatili - da Valvasev

aviaria a Latisana L’ordinanza del sindaco prevede anche il divieto di allevare pollame all’aperto. Galizio: la nostra è considerata zona ad alto rischio nei confronti dell’influenza

LATISANA. Vietate le fiere e le mostre con volatili. E divieto assoluto di allevare pollame all’aperto.

Per scongiurare un’epidemia di aviaria, la temuta influenza che colpisce i volatili e che può contagiare l’uomo, il sindaco di Latisana, Daniele Galizio, ha firmato un’ordinanza che stabilisce alcune regole da rispettare nel caso si allevino polli, faraone, oche e galline sia per fini commerciali, ma anche domestici. E ne ha vietato l’esposizione e la presenza a fiere e manifestazioni varie.

I volatili selvatici sono il serbatoio naturale di questo virus, in particolare le specie acquatiche delle quali la Bassa Friulana è particolarmente ricca: da qui l’imposizione di non tenere gli animali all’aperto e di non utilizzare per il loro abbeveraggio serbatoi di acqua ai quali possono avere facile accesso i volatili selvatici.

In tal caso, scatta l’obbligo di abbattere gli animali.

Il nostro territorio è considerato una zona ad alto rischio nei confronti dell’influenza aviaria, come stabilito dalla Direzione centrale della salute che ha definito tali le aree poste a sud del tracciato dell’autostrada A4 – rileva il sindaco Galizio nell’ordinanza –: pertanto devono essere adottate misure di biosicurezza tali da evitare, per quanto possibile, i contatti fra volatili domestici e volatili selvatici.

I divieti, in vigore già da alcuni giorni, interessano aziende avicole e cittadini che allevano il pollame per proprio consumo o come animali da compagnia e che non potranno più lasciare liberi, nei cortili o nelle aie, i volatili.

Ma l’ordinanza si estende anche alle manifestazioni di piazza, vietando la presenza di volatili in cattività in occasione di mercati, mostre, esposizioni ed eventi culturali. E ai cacciatori, vietando l’utilizzo di uccelli da richiamo detenuti con modalità che possano metterli nelle condizioni di trovarsi in contatto con altri volatili.

Quanto disposto dall’ordinanza, nel caso non si ottemperi, oltre a prevedere sanzioni configura un illecito penale in quanto tale segnalato all’autorità giudiziaria.

FONTE: MessaggeroVeneto - 07 gennaio 2018


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Pubblicato il 08/01/2018 @ 20:13  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina
 
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